Se sei finito su questa pagina, probabilmente è perché quel tarlo ha iniziato a lavorare. Magari hai visto un video su YouTube, o forse è bastato il rombo di una sportiva sotto casa a farti dire: “Ok, la voglio”. Ma fermati un secondo. Se stai cercando l’ennesimo elogio sperticato alla libertà totale e ai tramonti da film, beh, questo non è l’articolo giusto per te. Oggi mettiamo da parte il romanticismo per affrontare cinque verità scomode che nessuno ti racconta mai in modo adeguato, quelle realtà che spesso vengono ignorate per non rovinare il sogno, ma che è fondamentale conoscere prima di staccare l’assegno dal concessionario.

Il mito della comodità (ovvero, preparati a soffrire)

Partiamo subito con un’ovvietà che però molti decidono di trascurare: la moto è fisicamente scomoda, punto. Non importa se hai puntato una supersportiva da pista, una tourer pensata per macinare chilometri o una naked aggressiva: alla fine della fiera, la moto è un impegno fisico costante.

Se sogni una sportiva, preparati a “sfondarti” letteralmente polsi, spalle e schiena. Gli ammortizzatori sono tarati per darti precisione, il che significa che sentirai ogni minima asperità del terreno come se la strada ti stesse parlando direttamente nelle ossa. Ma non pensare di salvarti scegliendo una tourer. Certo, puoi fare tantissimi chilometri, ma la differenza con una macchina è abissale: le soste saranno frequenti, quasi obbligatorie. Mediamente, dopo 200 o 300 chilometri, il tuo corpo inizierà a chiederti pietà, a meno che tu non abbia una preparazione fisica da atleta o un’abitudine ferrea. La posizione in sella, che sia con la schiena curva o con le gambe rannicchiate in angolazioni innaturali, alla lunga ti prosciuga. Arriverai a fine giornata che sarai devastato, con una stanchezza che non è solo muscolare ma anche mentale. Le pause servono a recuperare, certo, ma ci saranno sere in cui non avrai nemmeno la forza di soffiarti il naso.

L’eterna lotta contro il meteo

Se la fatica fisica non ti spaventa, allora parliamo dell’ambiente esterno. In moto non esiste l’equilibrio termico: o crepi di caldo o muori di freddo. Quei giorni perfetti, con la temperatura ideale e il sole che non scotta, si contano sulle dita di una mano in un intero anno. D’estate, ti ritrovi seduto sopra una specie di piccola centrale nucleare che tende ad andare in autocombustione ogni volta che ti fermi a un semaforo. Sei lì, bardato con tutto l’abbigliamento tecnico, e senti il calore del motore che ti sale su per le gambe mentre sogni una doccia ghiacciata.

D’inverno la musica cambia, ma non il disagio. Puoi mettere strati su strati, usare guanti riscaldati, manopole termiche o moffole, ma il vento troverà sempre un modo per tagliarti la faccia e infilarsi sotto il casco. Viaggiare significa affrontare climi diversi in pochi chilometri, costringendoti a una danza continua di “metti la giacca, togli la giacca”, cercando un equilibrio termico che sembra sempre un passo più avanti di te. Per non parlare di quando arrivano pioggia o neve: lì la situazione si fa davvero tosta.

Sei tu contro il mondo (e contro le buche)

Un altro punto cruciale, che spesso terrorizza i neofiti, è l’esposizione totale ai fattori esterni. Rispetto a chi sta chiuso in una scatola di metallo chiamata automobile, noi motociclisti siamo la parte debole della strada. Siamo esposti non solo agli elementi, ma soprattutto alle colpe degli altri. Automobilisti distratti, camionisti che non ti vedono, manovre azzardate: per stare in sella servono riflessi pronti e un atteggiamento costantemente difensivo.

E poi c’è il capitolo asfalto. In Italia, spesso il manto stradale sembra un campo minato: buche, chiazze d’olio improvvise, brecciolino traditore in curva, animali che attraversano o guardrail che sembrano lì solo per farti del male. In moto ti basta un niente per finire a terra, e non sempre per un tuo errore.

L’illusione della stabilità

Dobbiamo essere onesti: la moto è pericolosa per definizione. Viaggiamo su due ruote che toccano terra per una superficie totale non più grande di una monetina. Basta un soffio, una piccola distrazione o una macchia di sabbia in mezzo a una curva per far slittare tutto e farti passare dalla gioia al panico in un millisecondo.

Il rischio non è solo ad alta velocità; puoi farti male anche cadendo da fermo se la moto ti finisce addosso e non sei pronto a lasciarla andare. Proprio per questo non si può prescindere dalle protezioni. Oltre al casco obbligatorio, devi considerare paraschiena, giacche tecniche, stivali e pantaloni che servono a proteggerti dallo sfregamento sull’asfalto, perché la pelle umana non è fatta per resistere all’abrasione.

Un portafoglio sempre aperto

Infine, arriviamo all’ultima verità, quella che tocca il portafoglio: i costi di gestione. Se pensi che la moto sia un modo economico per spostarsi, sei fuori strada. I costi sono esosi e costanti. Non si parla solo del prezzo d’acquisto o dell’equipaggiamento iniziale (casco, guanti, ecc.), ma della manutenzione ordinaria e straordinaria.

Le gomme si consumano molto più velocemente rispetto a quelle di un’auto. Devi controllare costantemente i liquidi, pulire e ingrassare la catena, fare tagliandi frequenti per assicurarti che il mezzo sia sempre al top della sicurezza. È una manutenzione che richiede tempo e soldi, perché su due ruote non puoi permetterti di trascurare nulla.

A questo punto, potresti chiederti: “Ma chi me lo fa fare?”. La verità è che tutto quello che ti ho raccontato serve a darti consapevolezza, non a spaventarti. Il mondo delle moto è fatto di una passione che non conosce confini e di esperienze che non potresti vivere in nessun altro modo. C’è lo spirito di fratellanza che si crea con gli altri rider, un legame strettissimo che nasce condividendo la strada.

Si vive la strada in modo diverso, percependo odori e sensazioni che in macchina sono filtrati: il profumo del mare, il fresco di un sottobosco o l’emozione pura di un passo di montagna. Se, nonostante tutte queste verità scomode, senti ancora la voglia di salire in sella… beh, allora benvenuto nel club.

Spero che questa analisi ti sia stata utile per capire cosa significhi davvero essere un motociclista. È un mondo fatto di sacrifici, ma che ripaga con emozioni uniche.

Se il video ti è piaciuto e l’articolo ti è stato utile, non dimenticare di iscriverti al canale, lasciare un like, commentare con le tue esperienze e attivare la campanellina per essere sempre aggiornato sui nuovi video.

Voonexio

Appassionato di moto, di viaggi e di video editing, ho deciso quindi di iniziare ad unire insieme queste miei passioni e registrare i miei giri in moto, iniziando a pubblicare su YouTube come motovlogger.

Ho conseguito la patente A3 in tarda età e prima della patente non avevo mai guidato neanche uno scooter, ma la passione è passione e quindi...

...eccomi qui

Vedi tutti i post
Panoramica privacy

I cookies sono piccoli frammenti di testo inviati dal tuo web browser da un sito da te visitato. Un file cookie viene conservato nel tuo web browser e ci permette di riconoscerti e ricordare le tue preferenze. Cliccando su accetto o continuando ad utilizzare il sito acconsenti al nostro uso dei cookies.