Siete pronti a parlare di quella cosa fondamentale che spesso diamo per scontata, ma che può fare la differenza tra una brutta caduta e… be’, il giorno dopo? Parlo di sicurezza, parlo di passione, e parlo del mio brand di caschi preferito: Shark!
Oggi non sono qui per farvi il solito pippone tecnico e noioso. Sono qui con il modello che è attualmente il top di gamma per il segmento touring di Shark, un casco che, ragazzi, mi ha fatto innamorare a prima vista (e a prima calzata): lo Shark Spartan GT Pro in versione Carbon (Doktha).
Preparatevi, perché quello che state per leggere non è un pubbliredazionale pagato. È la pura, cruda, sincera recensione di uno che per questo brand ha un debole quasi viscerale. E non è solo passione, c’è una storia dietro… una storia che mi ha lasciato qualche cicatrice, ma anche la gioia di potervela raccontare.
Un Amore Nato sull’Asfalto (e non a Caso)
Se mi seguite da un po’, sapete benissimo che io e Shark abbiamo un legame speciale. Qualche tempo fa, ho avuto un incidente. Un brutto incidente. E in quell’occasione, il mio vecchio Shark Spartan, la versione “classica” per intenderci , mi ha letteralmente salvato la faccia. Forse, senza un casco fatto come si deve, non mi sarei nemmeno rialzato da terra.
L’ho ancora, il mio vecchio Spartan. È la mia reliquia, un monito costante. Potete vedere le sue “ferite di guerra”: la visiera, la mentoniera completamente saltata e tutta la calotta che ha assorbito l’impatto.
Ma, bando alle ciance sui ricordi e sulle ferite (sia mie che del casco!), oggi si guarda avanti. Non parleremo più di incidenti, ma di sicurezza evoluta. E lo facciamo con l’ultimo gioiello di casa, lo Shark Spartan GT Pro Carbon.
Prima di tuffarci nei dettagli, un promemoria veloce: qui sul mio canale/blog si parla di moto, si parla di sicurezza, ma soprattutto si parla di divertimento su due ruote. A voi non costa nulla, ma per me è fondamentale: iscrivetevi, mettete un like e fate la campanellina, così non vi perdete le prossime follie a due ruote!
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SHARK SPARTAN GT PRO CARBON: L’Evoluzione Necessaria
Partiamo subito dal cuore della questione. Lo Shark Spartan GT Pro Carbon è, senza mezzi termini, il casco di punta della Shark per la categoria Tour. Non è solo un restyling, ma una vera e propria evoluzione del già notissimo Shark Spartan GT. E fidatevi, le migliorie non sono poche, e vanno ben oltre la semplice estetica o l’omologazione.
La Calotta: Carbonio e Fibre di Vetro al Servizio della Protezione
La prima grande differenza che salta all’occhio (e che si sente sulla bilancia!) è la composizione della calotta. La versione che ho tra le mani, la Carbon, si distingue dal “fratello” GT Pro normale per un maggior utilizzo del carbonio unito alle fibre di vetro. In pratica, è una miscela che alza l’asticella della resistenza e della leggerezza, anche se, attenzione, il peso della versione Carbon è solo di poco maggiore rispetto allo standard GT Pro. Parliamo di circa 60 grammi in più, per un totale che si aggira intorno a un chilo e quattro per la taglia M (la mia, che uso su tutti i caschi Shark, come vedremo più avanti). Un peso comunque piuma, che non affatica durante i lunghi viaggi.
La Rivoluzione della Chiusura: Doppia D per la Pista
La novità che più mi ha fatto gioire (e che segna il cambio di rotta di questo modello) riguarda il sistema di chiusura. Dimenticatevi la chiusura micrometrica della versione GT! Qui, finalmente, troviamo l’anello doppia D.
Questa non è solo una scelta di lusso o una finezza per i puristi; è un dettaglio tecnico fondamentale. La doppia D è la chiusura più sicura in assoluto e, soprattutto, è l’unica accettata in pista. Certo, lo Spartan GT Pro non è un casco Racing puro, ma è un Touring Sportivo e ora, grazie alla doppia D, può essere tranquillamente utilizzato anche per qualche track day, espandendo di fatto il suo campo d’azione.
L’Omologazione del Futuro: ECE 22.06
Col cambio della chiusura e con tutte le migliorie tecniche, era inevitabile che cambiasse anche l’omologazione. Lo Spartan GT Pro Carbon è orgogliosamente omologato ECE 22.06.
Per chi non lo sapesse, la 22.06 è l’ultima normativa europea, molto più severa della precedente (la 22.05, come quella del mio vecchio Spartan ), con test d’impatto eseguiti su più punti del casco e a diverse velocità. Un segno che questo casco non è solo bello e sportivo, ma è proiettato nel futuro della sicurezza.
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Guarda su AmazonAerodinamica e Comfort: Basta Effetto Buffeting!
Uno dei problemi più fastidiosi, soprattutto per chi fa lunghe tratte o viaggia a velocità più sostenute, è l’effetto buffeting. Sapete di cosa parlo: quel sobbalzo del casco che sembra voglia scappare dalla testa a causa dell’aria o del cupolino della moto.
Ebbene, Shark ha lavorato tantissimo in galleria del vento, e i risultati si vedono. Le alette aerodinamiche dello Spartan GT Pro sono state ridisegnate e predisposte in modo diverso rispetto alla versione GT. L’obiettivo era duplice: aumentare l’aerodinamicità generale e, soprattutto, ridurre drasticamente l’effetto buffeting. E posso confermare che l’effetto è stato notevolmente ridotto. Finalmente, la testa rimane più stabile durante la marcia, anche a velocità autostradali.
Il Flusso d’Aria: Tre Punti per Ogni Stagione
Il sistema di ventilazione è un altro punto di forza, cruciale per un casco che si definisce “quattro stagioni”.
Lo Spartan GT Pro ha tre punti chiave per il ricircolo dell’aria: due prese d’aria di ingresso e un estrattore.
- Presa Anteriore: La classica presa sulla mentoniera, attivabile con una semplice levetta.
- Presa Superiore: Questa è stata migliorata. Non si attiva più con le classiche levette, ma con uno slide (scorrimento) sulla calotta. Un meccanismo più moderno e, a mio parere, più efficiente.
- Estrattore Posteriore: Posizionato tra le alette, è cruciale per scaricare l’aria calda. Devo ammettere che la posizione, tra le alette, con i guanti invernali risulta un po’ scomoda da aprire e chiudere. Vero che uno non sta a smanettare continuamente sullo scarico dell’aria, ma è una piccola nota che ho riscontrato.
Nel complesso, il sistema permette di usare il casco sia d’estate, sfruttando l’estrattore e rimuovendo il sottogola, sia d’inverno, come vedremo parlando degli interni.
Il Sistema Visiera: Quarto Punti di Ancoraggio e Visione Perfetta
Passiamo a uno degli elementi che, a mio avviso, più ha beneficiato delle migliorie, mutuando soluzioni dal mondo Racing: il sistema visiera.
La Visiera Principale: Ancoraggio e Stabilità
Lo Spartan GT Pro vanta quattro punti di ancoraggio per la visiera, una soluzione derivata dai caschi da corsa. Due punti servono per l’incastro standard, e in più c’è una levetta centrale che la blocca ulteriormente per massima sicurezza durante la marcia.
Questa stabilità, unita ai quattro punti di fissaggio, contribuisce a migliorare sia l’aerodinamica che la stabilità del casco, riducendo l’effetto buffeting. La chiusura è “a scatto” (click) che la rende completamente serrata, e l’attivazione (blocco/sblocco) è semplicissima anche con i guanti più spessi.
Un altro dettaglio da non sottovalutare è la qualità ottica. La visiera ha uno spessore variabile lungo il suo perimetro, che garantisce una visione ottimale e soprattutto non deforma le immagini. Finalmente, la realtà rimane la realtà anche all’interno del casco.
Inoltre, la visiera è completamente rimovibile senza bisogno di attrezzi esterni, grazie allo sblocco di due PIN. Una vera comodità per la pulizia o il cambio.
Accessori Visiera: Pinlock e Visierino Parasole
Di serie, il casco viene fornito con la classica visiera trasparente. Ma l’alloggiamento è già predisposto per l’installazione del Pinlock, che, buona notizia, è incluso nella confezione! Il Pinlock è l’antifog per eccellenza, fondamentale per le giornate fredde o umide.
Oltre a questo, non poteva mancare il comodissimo visierino parasole integrato. Ragazzi, quanto è utile quando il sole picchia forte in faccia in pieno giorno! Si attiva con uno slide laterale, come sulle versioni precedenti (GT e RS), e trovo che questo meccanismo sia comodissimo da azionare anche con i guanti invernali.
La Parentesi sulla Visiera Rossa
Io ho acquistato a parte una visiera in tinta rossa. È figa, lo ammetto, e la cosa incredibile è che questa visiera è omologata sia per l’uso diurno che per quello notturno! Occhio, però, a rispettare sempre le normative locali sull’uso delle visiere colorate.
Interni e Funzionalità: L’Accoglienza che Conta
Un casco non è solo calotta e visiera; è anche il modo in cui ci avvolge, il comfort che offre e la tecnologia che integra.
Un Casco Quattro Stagioni con Sottogola Estendibile
Come accennato, questo è un casco “quattro stagioni” per eccellenza. Merito anche del sottogola che può essere completamente rimosso per l’uso estivo, quando il caldo è insopportabile.
Ma la chicca è che, nella confezione, è presente un’ulteriore estensione del sottogola. Si monta in un attimo, con due clip e un velcro, e va a proteggere ulteriormente dall’aria che può risalire dal basso, specialmente durante le fredde giornate invernali. Un’attenzione al comfort che fa la differenza.
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L’Estrazione di Emergenza: Finalmente!
Un punto su cui Shark ha recuperato terreno rispetto alla concorrenza e ai suoi modelli precedenti è l’introduzione del sistema di estrazione di emergenza.
Finalmenteee! Attraverso delle apposite linguette all’interno, in caso di incidente, è possibile rimuovere la struttura legata al collo e, soprattutto, gli interni della calotta. Questo permette ai soccorritori di sfilare il casco riducendo al minimo il rischio di ulteriori danni al collo del motociclista. È una funzione che, al giorno d’oggi, dovrebbe essere presente su tutti i caschi, e sono felice che lo Spartan GT Pro l’abbia. Il mio vecchio Spartan RS, per dirne uno, non ce l’ha.
Interni Sfoderabili e Easy Fit
Gli interni sono completamente sfoderabili, divisi in quattro sezioni: due guanciali, la calotta e la parte del collo. Questo li rende facili da pulire, cosa essenziale per l’igiene. A proposito, un piccolo promemoria che non fa mai male: i caschi andrebbero cambiati ogni quattro o cinque anni. Ne va della vostra testa, ragazzi!
E, da estimatore degli occhiali, devo dire che lo Spartan GT Pro mantiene il brevetto Shark dell’Easy Fit. Questo significa che c’è un alloggiamento pensato appositamente per le stanghette degli occhiali. Io uso un modello Aviator, che non è piccolissimo, e riesco a indossarli e toglierli senza problemi. Una manna per chi porta gli occhiali da vista.
Integrazione Interfono: Omologazione e Nuove Leggi
Qui si entra in un campo minato, ma fondamentale per chi viaggia: l’integrazione degli interfoni.
Lo Spartan GT Pro è predisposto per l’integrazione con diversi interfoni. Prevede l’alloggiamento per gli auricolari (cuscinetti da 40mm sono gestiti tranquillamente ) e la canalizzazione per i cavi e il microfono.
Shark ha sviluppato una sua versione, il Sena for Shark, progettato appositamente per questo casco. Questo interfono integrato è cruciale per la nuova normativa italiana. La legge, infatti, ora prevede che solo gli interfoni prodotti dalla casa madre del casco (o integrati nativamente) possano mantenere l’omologazione ECE 22.06 del casco stesso.
Lo Spartan GT Pro è quindi predisposto per il Sena for Shark, che prevede l’alloggiamento della batteria all’interno della calotta, sotto l’imbottitura posteriore, e la centralina esterna sul lato sinistro.
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Perché non ho preso il Sena for Shark
Nonostante l’omologazione, io non ho ancora preso la versione Sena for Shark per due motivi:
- È troppo nuovo: Non ci sono ancora abbastanza recensioni affidabili. Preferisco un interfono più rodato e affidabile.
- Ricarica: Con la batteria fissa all’interno del casco, per ricaricarla devi attaccare direttamente tutto il casco. Una seccatura non da poco rispetto a una centralina rimovibile.
Ricordo a tutti un consiglio d’oro per gli interfoni: quando provate il casco, assicuratevi che l’orecchio combaci perfettamente con la zona auricolare. Altrimenti, si rischia di inficiare la potenza e la qualità audio degli auricolari, e non sentirete bene.
Signore e signori, cos’altro dirvi? Io sono innamorato di questo casco. Tutta la serie Shark, in generale, mi ha conquistato. (Shark, se mi leggi, ti rinnovo l’invito: io sono sempre disponibile per una sponsorizzazione!).
Lo Shark Spartan GT Pro Carbon è l’evoluzione che l’appassionato di turismo sportivo meritava. È un casco completo, sicuro (ECE 22.06, doppia D, estrazione d’emergenza), comodo (Easy Fit, sottogola estendibile) e aerodinamicamente performante.
Però, c’è un però che non mi stancherò mai di ripetere:
Provate sempre i caschi! Un casco va bene per la mia tipologia di testa (che, scherzi a parte, ho una taglia M standard ), ma deve adattarsi perfettamente alla vostra. Non deve mai ballare o potersi sfilare facilmente in caso di caduta. Se non calza a pennello, vanifica completamente la protezione che è chiamato a darci.
Quindi, andate in negozio, provate, sentite come si adatta alla vostra testa e, se siete fortunati come me, troverete nel GT Pro Carbon il compagno perfetto per le vostre avventure in moto!
E con questo, è tutto. Io e lo Shark Spartan GT Pro Carbon vi salutiamo.
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