Ciao a tutti, ragazzi, e ben ritrovati. Prima di tuffarci nel vivo di questa analisi, lasciatemi fare un piccolo passo indietro: auguri di buon anno a tutti voi! Spero davvero che abbiate passato delle vacanze fantastiche e che siate pronti a rimettervi in sella con la testa giusta.

Oggi ho deciso di riprendere un format che so che amate particolarmente, ma che soprattutto io trovo fondamentale per la nostra crescita come motociclisti: il Learn By Watching. Siamo arrivati all’episodio numero 22 e, sebbene possa sembrare una puntata “leggera” per iniziare l’anno, in realtà quello che vedremo insieme è tutto tranne che superficiale. Guardare gli errori degli altri non è solo una questione di reaction o di curiosità, ma è un modo per prepararci psicologicamente a quegli eventi che, purtroppo, possono accadere a chiunque di noi quando siamo là fuori, nel traffico o tra le curve.

Il caos stradale e la “Target Fixation”

Iniziamo subito col botto. Avete presente quando vedete qualcuno che guida senza la minima cognizione dello spazio o, peggio, senza usare le frecce? È un classico, lo so. Ma quando entra in gioco la polizia e personaggi come “Dirty Bike Lunatic”, la situazione diventa quasi cinematografica. Spesso guardo questi video e penso: “Se succedesse in Italia una cosa del genere, scoppierebbe il finimondo”. Eppure, al di là del folklore, c’è una lezione tecnica che emerge prepotente dai primi incidenti che abbiamo analizzato: la target fixation.

Prendiamo il caso del ragazzo sul motard che andava spedito. In una frazione di secondo, si è impanicato. È una reazione umana, ma fatale se non sai come gestirla. Si è irrigidito, si è spaventato e, invece di guardare l’uscita della curva, ha fissato l’ostacolo. Risultato? Boom, dritto contro il muro. Quando dico che bisogna imparare a guardare dove vogliamo andare, e non cosa vogliamo evitare, non sto facendo filosofia; sto parlando di sopravvivenza.

I pericoli dei raduni e della distrazione

Un altro grande classico, purtroppo, sono gli incidenti ai raduni. C’è sempre quella persona che deve fare spettacolo, che deve far vedere quanto sa impennare o quanto è bravo. Ma guardate questo motociclista: è a candela, non vede che l’auto davanti ha frenato e finisce per dare un bacio letterale al lunotto posteriore. È una paternale che faccio spesso, lo so, ma la sicurezza stradale non va mai in vacanza, nemmeno quando siamo circondati da centinaia di amici.

La distrazione è un altro nemico invisibile. Anche a basse velocità, basta un secondo. In uno dei clip vediamo un’auto che accelera proprio mentre il motociclista si distrae un attimo. Spesso sottovalutiamo i rischi quando andiamo piano, ma è proprio lì che abbassiamo la guardia. Un urto sulla gamba può sembrare nulla, ma può rovinarti la stagione.

Filtering e precedenze: chi ha ragione?

Parliamo di un argomento spinoso: il filtering. Io stesso, quando lo faccio, ho una paura dannata che qualcuno sbuchi all’improvviso o che decida di svoltare senza guardare. In uno dei casi del video, il motociclista viene preso in pieno da un’auto che svoltava. Anche se ci fa male ammetterlo, in molte di queste situazioni la ragione legale è dell’automobilista, specialmente se stiamo superando in zone dove non dovremmo o se la precedenza non è nostra.

Dobbiamo essere obiettivi: quando facciamo filtering, dobbiamo essere consapevoli che stiamo facendo una manovra “grigia” e che l’automobilista frustrato nel traffico potrebbe fare inversione o svoltare all’improvviso, anche con la striscia continua. Non possiamo sempre prendercela con gli altri se noi per primi ci mettiamo in condizioni di rischio.

Condizioni estreme e situazioni d’emergenza

Cosa succede quando la strada è bagnata e qualcuno ci taglia la strada? Attaccarsi ai freni è la reazione istintiva, ma senza ABS è quasi una garanzia di scivolata. Abbiamo visto un motociclista andare lungo disteso proprio perché si è impanicato e ha pinzato troppo forte su un fondo insidioso. In questi casi, la gestione della frenata è tutto. E parlando di gestione, anche la frizione gioca il suo ruolo: mollare di colpo la frizione, come abbiamo visto fare a quella ragazza, può far sobbalzare la moto e farci cadere da fermi o quasi. Sono errori banali, ma che capitano anche ai migliori.

Ma il vero momento da “pelo sullo stomaco” è il wobble (o shimming). Avete visto quel ragazzo? Gli è partito il manubrio a velocità folle. Qui la fortuna ha giocato un ruolo enorme, ma anche la tecnica: non bisogna mai aggrapparsi al manubrio durante uno shimming. Stringete le gambe al serbatoio e aspettate che la fisica faccia il suo corso. Se cercate di contrastare il movimento con la forza delle braccia, rischiate solo di peggiorare la situazione.

Gli ostacoli imprevedibili: dal cervo alla mancata precedenza

Infine, non possiamo dimenticare l’imprevedibilità della natura. Un cervo che attraversa la strada all’improvviso è un incubo per ogni motociclista. In questo caso, il ragazzo lo ha mancato per un soffio. Non c’è tecnica che tenga contro un animale che sbuca dal bosco a 50 km/h, se non la fortuna e la prontezza di riflessi.

E per chiudere in bellezza (si fa per dire), abbiamo analizzato casi di auto che non rispettano minimamente la precedenza, lasciando il motociclista a gestire una situazione critica senza alcuna colpa. Vedere una moto incastrata sotto una macchina perché l’automobilista non ha messo la freccia o non ha guardato è frustrante e fa andare in bestia.

In conclusione, ragazzi, questo Learn By Watching #22 ci insegna che la strada non perdona, ma che con la giusta analisi possiamo ridurre drasticamente i rischi.

Direi che per questo post è tutto ora non resto altro che realizzare video in moto, ma vi rimando al canale YouTube dove potrete iscrivervi e seguirmi in questo percorso di crescita come motociclista e come persona.

Se vi va potete anche suggerirmi degli itinerari al seguente link: Suggeriscimi un itinerario.

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Voonexio

Appassionato di moto, di viaggi e di video editing, ho deciso quindi di iniziare ad unire insieme queste miei passioni e registrare i miei giri in moto, iniziando a pubblicare su YouTube come motovlogger.

Ho conseguito la patente A3 in tarda età e prima della patente non avevo mai guidato neanche uno scooter, ma la passione è passione e quindi...

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