Diciamoci la verità: quante volte vi è capitato di passare ore davanti allo schermo, tra Google Maps e mille schede aperte, cercando di incastrare la curva perfetta con quel panorama che avete visto in una foto su Instagram, per poi scontrarvi con il solito, frustrante limite dei dieci waypoint? È una di quelle situazioni che toglie un po’ di poesia al viaggio ancora prima di aver acceso il motore. Tecnicamente, avrei potuto evitare di fare un video e un articolo a riguardo, ma la verità è che quando trovi una soluzione che ti cambia davvero il modo di vivere la tua passione, non puoi fare a meno di condividerla.

Oggi voglio portarvi dentro quella che considero una piccola rivoluzione per noi motociclisti: l’utilizzo dell’intelligenza artificiale non per scrivere email noiose, ma per pianificare il giro perfetto, completo di traccia GPX pronta da caricare sul navigatore. E no, non serve essere degli ingegneri informatici. Ho preparato per voi un “meta prompt” — una sorta di super-istruzione — dove dovrete solo cambiare un paio di parametri per ottenere un itinerario su misura che sembra disegnato da un local esperto.

Perché proprio l’Intelligenza Artificiale?

Molti di voi, dopo i miei precedenti esperimenti, mi hanno chiesto esplicitamente di mettere alla prova Gemini. Anche se molti sono abituati a ChatGPT, ho deciso di accontentarvi perché l’intelligenza artificiale di Google si sta rivelando uno strumento pazzesco, soprattutto nella sua versione gratuita, rendendo questa tecnologia accessibile a chiunque abbia uno smartphone e tanta voglia di macinare chilometri.

Ovviamente questo prompt può essere utilizzato con qualsiasi AI 😉

La magia sta tutta nel modo in cui l’AI elabora le informazioni: non si limita a unire due punti sulla mappa, ma ragiona come farebbe un motociclista che dà la priorità alla guida tecnica e ai passi montani, evitando come la peste ogni singolo chilometro di autostrada inutile.

Il bello di questo sistema è che rompe gli schemi dei navigatori tradizionali. Superiamo i limiti tecnici di Google Maps e andiamo dritti al punto con le tracce GPX, che sono il vero linguaggio universale della navigazione moderna. Che voi usiate lo smartphone con app dedicate, un TomTom, un Garmin o qualsiasi altro dispositivo, questi file sono la chiave per la libertà totale.

Come funziona il Meta Prompt: Dalla teoria alla strada

Mettiamoci subito al lavoro, idealmente davanti al computer per comodità, anche se potete fare tutto dal telefono. Il cuore di tutto è questo prompt un po’ più elaborato del solito, molto più performante rispetto alle versioni precedenti ma incredibilmente semplice da masticare. Una volta incollato il testo nella chat di Gemini, non dovrete far altro che modificare le informazioni di input, ovvero quei pochi parametri che definiscono il vostro viaggio ideale.

Facciamo un esempio concreto basandoci su un giro che ho pianificato proprio in questi giorni. Come punto di partenza ho impostato la mia Napoli. Come destinazione finale, l’obiettivo era uno dei luoghi più iconici per chiunque ami le due ruote: Campo Imperatore. Ho chiesto un giro ad anello — così da avere un percorso diverso per l’andata e per il ritorno — della durata di due giorni, perché quando si viaggia non vogliamo fare le corse, ma goderci il momento.

Ho inserito il periodo (maggio, che è perfetto per l’Abruzzo), il tipo di moto (nel mio caso la fedele Yamaha Tracer 9, a meno che non decidano di cambiarle categoria all’improvviso!) e uno stile di viaggio che fosse panoramico e rilassato. Gli interessi principali? Ovviamente curve e natura. Una volta modificati questi piccoli dettagli, si clicca su invia e si lascia che l’AI faccia la sua magia.

Il risultato: Un itinerario da sogno in pochi secondi

L’AI si prende qualche istante per ragionare. È un processo affascinante: vederla elaborare un itinerario che non è solo una lista di nomi, ma un vero e proprio piano di battaglia per il divertimento. Nel mio caso, Gemini ha tirato fuori un percorso ribattezzato “Gran Sasso: il piccolo Tibet in due giorni”. La cosa che mi ha stupito è stata la precisione nel dare priorità alla guida tecnica ad alta quota, ottimizzando la densità dei punti proprio sui passi montani per garantire una navigazione fluida.

Il primo giorno è uscito fuori un capolavoro: Napoli, Piedimonte Matese, Isernia, Passo Godi (curve tecniche da sballo!), Lago di Scanno, le Gole del Sagittario e infine l’ascesa a Campo Imperatore per passare la notte sotto le stelle. Il secondo giorno non è stato da meno, rientrando verso Napoli attraverso Santo Stefano di Sessanio, il Passo San Leonardo sulla Maiella, Sulmona, Sora e Cassino. Tutto questo generato in un attimo, con i file GPX separati per ogni giornata pronti per essere salvati.

Trasformare il codice in navigazione reale

A questo punto, molti si chiedono: “Ok, ho il codice sullo schermo, e adesso?”. È qui che arriva la parte tecnica, ma vi assicuro che è più facile a farsi che a dirsi. All’interno di Gemini, troverete l’opzione per scaricare il codice. Il sistema vi proporrà un file (spesso chiamato “Gemini code”), ma il trucco è semplicissimo: quando salvate il file sul vostro computer, non lasciatelo come documento di testo (.txt), ma selezionate “Tutti i file” e aggiungete manualmente l’estensione .gpx alla fine del nome.

Una volta che avete il vostro file .gpx sul desktop, dovete solo trasferirlo sul vostro dispositivo. Potete inviarvelo via mail e scaricarlo direttamente dallo smartphone, caricarlo su Google Drive, oppure collegare fisicamente il telefono al computer come se fosse un hard disk esterno. Se usate sistemi come TomTom o Garmin, la procedura è simile: di solito si carica il file sul loro cloud proprietario e poi si sincronizza tutto tramite Wi-Fi.

Configurare la navigazione su OsmAnd

Ora che la traccia è nel telefono, passiamo all’azione vera e propria. Io utilizzo spesso OsmAnd e, anche se ne abbiamo già parlato, vale la pena fare un ripasso rapido perché ci sono un paio di passaggi fondamentali per non sbagliare strada.

Dalle opzioni dell’app (le tre lineette in basso a sinistra), andate su “Pianifica un percorso” e poi “Importa una traccia”. Selezionate il file creato con Gemini e vedrete apparire magicamente tutto il tracciato da Napoli verso il Gran Sasso sulla mappa. Ma non fermatevi qui. Per avere le indicazioni vocali precise e il “turn-by-turn”, dovete attivare l’opzione “Blocca sulle strade”. Questo passaggio è vitale: dice al sistema di collegare i punti della traccia alla cartografia stradale reale, permettendovi di ricevere informazioni dettagliate su ogni svolta.

Potete anche personalizzare la visualizzazione. Nel video precedente vi ho mostrato come cambiare il colore della traccia — magari un bel violetto acceso — e aumentarne lo spessore, così da averla sempre ben visibile nel colpo d’occhio veloce mentre siete alla guida. Una volta impostato tutto, cliccate su “Avvia” e il gioco è fatto. (Piccola nota: io non attivo il GPS durante i tutorial per una questione di privacy, ma voi fatelo, altrimenti rimarrete fermi nel garage!).

E quindi, in conclusione?

L’intelligenza artificiale sta diventando una compagna di viaggio incredibile. Ci permette di scoprire strade nuove che magari avevamo sempre ignorato, delegando la parte noiosa della pianificazione a un algoritmo che impara dai nostri gusti. Come vi dicevo, questo meta prompt è a vostra disposizione nella descrizione del video (e qui sul blog): scaricatelo, usatelo e, soprattutto, fatemi sapere cosa ne pensate.

È un sistema perfetto? Forse no, ma è una base di partenza straordinaria che possiamo migliorare insieme. Se avete suggerimenti su come affinare i parametri o se avete scoperto qualche trucco particolare, scrivetelo nei commenti. Il vostro feedback è fondamentale per me, perché mi aiuta a far crescere questo canale che parla di moto, consigli e tutorial per tutti noi che amiamo la vita su due ruote.

Vi lascio il meta prompt in questo link così potrete scaricarlo, adattarlo e iniziare a sognare la vostra prossima avventura.

Spero che questa guida vi aiuti a pianificare il vostro prossimo viaggio indimenticabile. Ricordatevi di iscrivervi, lasciare un like e attivare la campanellina, perché Youtube a volte fa il pigro e non notifica i nuovi video. Io credo di avervi detto tutto, ma se mi sono dimenticato qualcosa — sapete, a volte mi sento un po’ “rinco” la sera — fatemelo notare!

Ci vediamo in strada, o al prossimo video!

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Voonexio

Appassionato di moto, di viaggi e di video editing, ho deciso quindi di iniziare ad unire insieme queste miei passioni e registrare i miei giri in moto, iniziando a pubblicare su YouTube come motovlogger.

Ho conseguito la patente A3 in tarda età e prima della patente non avevo mai guidato neanche uno scooter, ma la passione è passione e quindi...

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