Montare un interfono su un casco da moto, almeno sulla carta, dovrebbe essere una di quelle operazioni abbastanza semplici: togli i guanciali, piazzi i due speaker, fai passare qualche cavo, sistemi il microfono, attacchi la centralina e hai finito. Cinque minuti, dieci se sei particolarmente preciso.

Ecco.

Con lo SHARK OXO potete tranquillamente dimenticarvi questa introduzione.

Quando ho deciso di installare l’interfono sul mio Shark OXO, casco di cui vi ho già parlato nella recensione completa e nella relativa prova su strada, sapevo già che l’operazione sarebbe stata un po’ più articolata rispetto a quella fatta su altri caschi. Quello che forse non avevo ancora realizzato fino in fondo è che, per arrivare a sistemare correttamente speaker, microfono, batteria e cavetteria, avrei praticamente dovuto smembrare mezzo casco.

E quando dico smembrare non è tanto per creare hype.

Bisogna davvero rimuovere placchette laterali, viti, parte posteriore, guanciali e buona parte della struttura interna inferiore. Dopodiché bisogna far passare correttamente tutti i cavi e, una volta terminato il lavoro, rimontare ogni elemento facendo attenzione soprattutto a quelle maledette – permettetemi il termine – placchette laterali, che hanno delle alette di plastica abbastanza delicate e che, se inserite nel modo sbagliato, rischiano seriamente di rompersi.

Il risultato finale, però, ripaga del lavoro.

Una volta completata l’installazione, l’interfono sullo SHARK OXO resta molto ben integrato, i cavi praticamente scompaiono all’interno del casco, gli speaker trovano posto negli alloggiamenti già predisposti e, sistemando correttamente il microfono, si riesce ad avere una configurazione pulita e soprattutto funzionale.

Nel mio caso ho utilizzato un Sena for Shark, quindi una soluzione pensata proprio per integrarsi con i caschi Shark compatibili, ma il procedimento che vedremo in questa guida può essere utile anche se volete montare un interfono differente sullo SHARK OXO. Naturalmente potranno cambiare alcuni dettagli, la forma della centralina, il sistema di fissaggio, la posizione della batteria oppure la disposizione dei connettori, ma il lavoro necessario per preparare il casco e raggiungere gli alloggiamenti interni resta sostanzialmente lo stesso.

Quindi, se siete arrivati qui cercando come montare un interfono sul casco SHARK OXO, probabilmente vi trovate esattamente nella situazione in cui mi sono trovato io: casco nuovo davanti, interfono da montare, tanta buona volontà e quella leggerissima paura di sentire improvvisamente CRACK mentre state rimettendo una plastica al suo posto.

Ed è proprio quel “crack” che vogliamo evitare.

In questa guida vi accompagno quindi attraverso tutta l’installazione, esattamente come ho fatto sul mio casco, soffermandomi anche su alcuni piccoli trucchi che secondo me possono fare la differenza tra un montaggio pulito e un pomeriggio passato a cercare online il ricambio di una placchetta che fino a dieci minuti prima era perfettamente integra.

Una cosa ve la anticipo: prendetevi il vostro tempo.

Questo non è uno di quei lavori che farei di corsa cinque minuti prima di partire per un viaggio. Preparatevi un piano di lavoro decente – cosa che nel video avrei dovuto fare anch’io, invece di complicarmi la vita –, sistemate bene tutto quello che vi serve e procedete con calma.

Soprattutto se è la prima volta che smontate gli interni dello SHARK OXO.

Perché il casco è progettato in maniera intelligente, ma alcuni incastri richiedono di capire come devono essere mossi, non quanta forza bisogna utilizzare.

E questa differenza, quando avete tra le mani elementi di plastica, vale parecchi euro.

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Montare un interfono sullo SHARK OXO: perché è più complicato di quanto sembri

Partiamo da una cosa importante: lo SHARK OXO è già pensato per poter ospitare un sistema di comunicazione.

Non stiamo quindi cercando di infilare speaker e cavi in un casco totalmente privo di predisposizione. All’interno troviamo gli spazi per gli auricolari, una zona posteriore utilizzabile per la batteria del sistema compatibile e diversi punti nei quali è possibile organizzare la cavetteria. Il problema, se così vogliamo chiamarlo, è arrivarci.

Su molti caschi per montare un interfono è sufficiente rimuovere i guanciali. Tolti quelli, si raggiungono immediatamente gli alloggiamenti degli speaker e spesso è possibile infilare i cavi sotto l’imbottitura utilizzando semplicemente le dita.

Qui la situazione cambia.

Per fare un lavoro realmente pulito dobbiamo prima liberare tutta la parte inferiore del casco. Questo significa intervenire sulle placchette laterali, rimuovere alcune viti esagonali e smontare la zona posteriore. Solo successivamente possiamo lavorare comodamente sugli interni.

Sembra una complicazione inutile?

Durante il montaggio potreste pensarlo.

Io stesso, mentre avevo il casco completamente aperto davanti a me, mi sono chiesto un paio di volte se per mettere due altoparlanti nelle orecchie fosse davvero necessario arrivare a quel livello di chirurgia.

Quando però si conclude l’installazione si capisce anche il vantaggio di questa struttura: praticamente tutta la cavetteria può essere nascosta.

Se fate le cose per bene non vi ritrovate con fili penzolanti, spessori strani sotto i guanciali o cavi schiacciati in punti improbabili. Il risultato può essere molto vicino a un’installazione di serie.

E questa è una cosa che personalmente apprezzo parecchio.

Non sopporto gli accessori montati sulla moto o sul casco con l’aspetto del classico “vabbè, tanto funziona”. Se devo installare qualcosa cerco sempre di fare in modo che sembri il più possibile parte integrante del mezzo.

Lo stesso vale per l’interfono.

Non voglio cinque centimetri di filo che escono inutilmente dalla parte inferiore del casco, non voglio il microfono sistemato in una posizione in cui bisogna urlare per farsi sentire e soprattutto non voglio sentire cablaggi che si muovono ogni volta che infilo o tolgo il casco.

L’obiettivo di questo tutorial è quindi duplice: montare correttamente l’interfono sullo SHARK OXO e farlo in maniera pulita.

Non semplicemente riuscire ad accenderlo.

La distinzione sembra sottile, ma secondo me è fondamentale.

Prima di smontare il casco fate questa prova: vi risparmierete parecchie bestemmie

C’è una cosa che consiglio sempre prima di installare un interfono e che, proprio perché è tremendamente banale, viene spesso dimenticata: provate che tutto funzioni prima di montarlo.

Sì, lo so.

Avete appena aperto la confezione.

È nuovo.

Dovrebbe funzionare.

Perfetto.

Provatelo lo stesso.

Collegate provvisoriamente gli speaker, il microfono, la batteria se prevista dal vostro modello e accendete la centralina. Se possibile associate anche il vostro smartphone e fate partire una canzone, una telefonata di prova oppure semplicemente ascoltate le indicazioni vocali dell’interfono.

Ci vogliono pochi minuti.

Perché?

Perché dopo aver smontato mezzo SHARK OXO, infilato gli speaker, nascosto tutti i connettori, sistemato il microfono, richiuso la parte posteriore, rimontato i guanciali e combattuto con le placchette laterali, l’ultima cosa che vorrete scoprire è che un altoparlante non funziona.

A quel punto avete due possibilità.

La prima è accettare filosoficamente il destino.

La seconda, molto più probabile, è iniziare a piangere mentre smontate tutto da capo.

Io preferisco una terza possibilità: controllare prima.

Nel mio caso, inoltre, ho ripetuto il test anche durante il montaggio, prima di richiudere definitivamente il casco. È una piccola perdita di tempo che consiglio assolutamente perché, soprattutto quando ci sono diversi connettori da inserire, permette di capire immediatamente se qualcosa non è stato agganciato bene.

Immaginate di avere quattro collegamenti: speaker sinistro, speaker destro, batteria e microfono. Se completate tutto il montaggio e alla fine scoprite che qualcosa non funziona, dovrete capire quale collegamento crea il problema e soprattutto raggiungerlo nuovamente.

Se invece effettuate un test quando il casco è ancora aperto, in pochi secondi potete intervenire.

Quindi la regola numero uno per installare un interfono sullo SHARK OXO senza impazzire è molto semplice: verificate prima che l’interfono funzioni e rifate la prova prima di chiudere definitivamente gli interni.

Fidatevi.

Il vostro futuro voi vi ringrazierà.

Prepariamo lo SHARK OXO: placchette laterali, viti e primo vero momento di tensione

Arriviamo finalmente al casco.

La prima operazione consiste nella rimozione delle placchette laterali dello SHARK OXO.

Queste piccole plastiche sono importanti non soltanto perché nascondono parte delle viti, ma anche perché rappresentano uno dei punti più delicati dell’intera operazione. In fase di smontaggio bisogna evitare di graffiarle; durante il rimontaggio, invece, bisogna soprattutto evitare di spezzarne le alette.

Per rimuoverle troviamo un piccolo punto nel quale è possibile fare leva.

Io consiglio di procedere con estrema delicatezza. Non serve entrare con un cacciavite come se stessimo cercando di scassinare una porta blindata. Bisogna semplicemente sfruttare l’invito presente sulla placchetta e accompagnare progressivamente il pezzo verso l’esterno.

Soprattutto sulle versioni del casco con finiture particolari, basta veramente poco per lasciare un segno.

E sarebbe un peccato rovinare un casco magari acquistato da pochi giorni ancora prima di averci fatto il primo viaggio serio.

Una volta rimosse entrambe le placchette laterali possiamo accedere alle viti esagonali presenti sui due lati del casco. A queste si aggiunge una terza vite nella zona posteriore, quella dove sul sistema Sena for Shark troviamo l’alloggiamento destinato alla batteria.

Ed è qui che iniziamo realmente a capire quanto il montaggio dell’interfono sullo SHARK OXO sia diverso rispetto a quello su un casco più tradizionale.

Le viti vanno infatti rimosse per poter liberare la parte inferiore e posteriore della struttura.

Nel kit che ho utilizzato era presente la relativa chiave esagonale, quindi ho potuto procedere senza utilizzare altri attrezzi. Se state montando un interfono differente e non avete una chiave inclusa nella confezione, recuperatene naturalmente una della misura corretta.

E sottolineo della misura corretta.

Quando si lavora su elementi relativamente piccoli non bisogna improvvisare utilizzando una chiave che “più o meno entra”.

È proprio quel “più o meno” che trasforma una vite perfettamente sana in qualcosa che poi guarderete per quaranta minuti chiedendovi come accidenti fare per svitarla.

Si procede normalmente in senso antiorario e, soprattutto sulle prime operazioni, potreste accorgervi che le viti sono abbastanza serrate.

Niente panico.

Impugnate bene la chiave, assicuratevi che sia inserita completamente nella sede della vite e applicate una pressione controllata.

Quando iniziate a rimuoverle vi consiglio un’altra banalità che però può evitare una discreta quantità di nervoso: mettetele immediatamente in un posto sicuro.

Io ho utilizzato una bustina.

Potete usare una scatolina, un contenitore magnetico, un piattino o qualsiasi cosa non sia “il tavolo da qualche parte”.

Perché la famosa tecnica del “la appoggio qui tanto me la ricordo” funziona esattamente fino al momento in cui vi serve quella vite.

E improvvisamente quella vite, che due minuti prima era davanti ai vostri occhi, ha deciso di trasferirsi in un’altra dimensione.

Se poi state lavorando in garage, buona fortuna.

Le viti hanno una capacità soprannaturale di cadere sempre nell’unico punto irraggiungibile presente nel raggio di cinque metri.

Io quindi preferisco prevenire: vite rimossa, vite riposta.

Finite le due laterali, passiamo a quella posteriore. Anche qui bisogna prestare un minimo di attenzione per non far scivolare l’attrezzo sulla calotta e rischiare di graffiarla.

Una volta tolte tutte e tre le viti abbiamo finalmente sbloccato la parte necessaria per proseguire con l’installazione dell’interfono.

E adesso arriva il momento in cui, guardando il casco ancora praticamente intatto, potreste pensare: “Beh, alla fine non era così complicato”.

Aspettate.

Non abbiamo ancora iniziato.

Rimuovere i guanciali e gli interni dello SHARK OXO senza rompere nulla

Per raggiungere correttamente tutta la zona nella quale dovremo sistemare cavi, speaker e microfono dobbiamo rimuovere i guanciali interni dello SHARK OXO.

Sono fissati attraverso le classiche clip utilizzate su moltissimi caschi. Qui il lavoro diventa quindi decisamente più familiare: individuiamo i punti di aggancio e li sganciamo progressivamente.

Non bisogna tirare il guanciale prendendolo da un’estremità e sperando che venga via tutto insieme.

Meglio sentire con le dita dove si trovano i singoli punti di fissaggio e liberarli uno alla volta.

Prima il lato sinistro, poi quello destro.

Oppure viceversa.

Il casco non si offenderà.

L’aspetto a cui presterei invece particolare attenzione riguarda la chiusura micrometrica e la relativa fibbietta interna.

Quando sfilate il guanciale dovete osservare bene come il cinturino attraversa la struttura e in quale posizione passa. È una di quelle cose che mentre smontate sembrano assolutamente ovvie e che un quarto d’ora dopo, quando dovete rimontare tutto, improvvisamente diventano un rompicapo.

Se non avete mai smontato gli interni del vostro SHARK OXO, un ottimo trucco può essere semplicemente quello di scattare una fotografia prima di rimuovere ogni elemento.

Non perché il montaggio sia impossibile.

Semplicemente perché avete davanti un riferimento visivo immediato.

Lo faccio spesso quando devo smontare qualcosa che non conosco bene: una foto richiede due secondi e può evitare dieci minuti passati a capire se una linguetta dovesse stare sopra, sotto, dentro oppure attraversare qualche altra parte.

Una volta rimossi entrambi i guanciali, il nostro SHARK OXO comincia effettivamente ad assumere quell’aria da casco “smembrato” di cui parlavo all’inizio.

E non abbiamo ancora terminato.

Dobbiamo infatti liberare anche la parte inferiore che avvolge la zona del collo.

Avendo già rimosso le viti possiamo iniziare a sganciarla. Nel mio caso ho proceduto prima dal lato sinistro e successivamente dal destro, accompagnando con delicatezza il pezzo e sfilando progressivamente anche la zona posteriore.

Non serve combattere con il casco.

Questo è forse il concetto che vorrei far passare più di tutti.

Quando un elemento non viene via, prima di tirare più forte chiedetevi sempre se esista un incastro che non avete ancora individuato.

La plastica non sa che avete fretta.

Se deve scorrere in una determinata direzione e voi tirate in quella opposta, prima o poi una delle due cose cederà.

E probabilmente non sarà il vostro braccio.

Una volta liberata la parte posteriore vedremo anche il punto predisposto per la batteria del Sena for Shark.

Qui bisogna fare una precisazione importante.

Se il vostro interfono utilizza una centralina con batteria integrata, naturalmente non dovrete infilare nessuna batteria separata in questo alloggiamento. Potrete semplicemente ignorare questa fase.

Il motivo per cui è comunque necessario arrivare fino a questa zona è che ci serve spazio per gestire correttamente il resto del cablaggio e per richiudere il casco senza lasciare cavi compressi o visibili.

Un’altra cosa che ho notato durante lo smontaggio è che parte dell’imbottitura può rimanere semplicemente appesa senza essere completamente rimossa.

Personalmente, quando posso, preferisco avere quanto più spazio possibile per lavorare, quindi tendo a liberare bene la zona. Ma non è obbligatorio trasformare il tavolo in un’esplosione controllata di pezzi di casco.

Se riuscite a lavorare comodamente lasciando un elemento collegato, va benissimo.

L’importante sarà riposizionarlo perfettamente durante il rimontaggio.

A questo punto abbiamo finalmente davanti la struttura sulla quale possiamo iniziare a installare realmente il nostro interfono.

Ed è qui che arriva la parte più soddisfacente.

Perché dopo aver passato diversi minuti a smontare cose senza apparentemente aver aggiunto nulla, finalmente possiamo iniziare a montare qualcosa.

Come montare gli speaker dell’interfono sullo SHARK OXO

Lo SHARK OXO dispone degli alloggiamenti per gli speaker, quindi almeno da questo punto di vista il lavoro è piuttosto lineare.

Una volta rimossi gli interni possiamo individuare chiaramente le due zone laterali in corrispondenza delle orecchie. Sono presenti dei piccoli elementi di copertura che possono essere rimossi facilmente, permettendoci di raggiungere lo spazio nel quale posizionare gli auricolari dell’interfono.

Nel mio kit erano presenti i classici supporti adesivi con Velcro.

Il procedimento è quello che probabilmente molti di voi conoscono già: si rimuove la protezione del biadesivo, si centra il supporto all’interno dell’alloggiamento e si esercita una leggera pressione per farlo aderire bene.

Sembra la parte più facile di tutto il tutorial.

E infatti lo è.

Ma proprio perché finalmente abbiamo un passaggio facile, cerchiamo almeno di non rovinarlo andando di fretta.

Prima di attaccare il Velcro provate a posizionarlo senza rimuovere la pellicola adesiva, in modo da capire esattamente dove volete metterlo. Una volta trovata la posizione corretta potete fissarlo definitivamente.

Lo scopo è avere lo speaker il più possibile centrato rispetto all’orecchio.

Questo punto viene spesso sottovalutato.

Qualcuno potrebbe pensare che, trovandosi comunque dentro il casco, qualche millimetro non faccia differenza.

In realtà la posizione degli speaker può cambiare parecchio la percezione del volume.

Se l’altoparlante si trova troppo in alto, troppo in basso oppure eccessivamente distante dal padiglione auricolare, rischiate di compensare aumentando il volume dell’interfono. Quando invece è ben centrato, l’audio arriva molto più direttamente.

Nel mio caso gli alloggiamenti dello SHARK OXO aiutano parecchio, perché forniscono già un riferimento abbastanza preciso.

Una volta fissato il Velcro possiamo applicare il primo speaker.

Qui c’è un’accortezza importante: orientate il filo verso il percorso che dovrà seguire all’interno del casco.

Non attaccate l’auricolare casualmente per poi scoprire che il cavo esce dal lato opposto rispetto alla canalizzazione che volete utilizzare.

È una sciocchezza, ma significa dover staccare e riposizionare tutto.

Io ho sistemato lo speaker facendo uscire il filo verso l’esterno e accompagnandolo nello spazio predisposto.

Ripetiamo la stessa operazione anche sul lato opposto.

Alla fine ci troveremo con entrambi gli speaker correttamente posizionati e con i relativi cavi che raggiungono la zona dalla quale potremo iniziare a collegare tutta la cavetteria.

Questo è anche un buon momento per controllare che gli auricolari non creino spessore anomalo.

Prima ancora di rimontare i guanciali potete appoggiare temporaneamente gli interni e capire se tutto sembra tornare nella posizione originale.

Il comfort, secondo me, viene prima dell’estetica.

Potete avere il montaggio dell’interfono più pulito della storia dell’umanità, con zero millimetri di cavo visibili e la centralina allineata con precisione laser, ma se dopo quaranta minuti di moto lo speaker vi sta scavando un nuovo padiglione auricolare nella testa avete comunque sbagliato qualcosa.

Quando indosserete il casco, gli speaker devono essere abbastanza vicini da permettere un buon ascolto, ma non devono creare una pressione fastidiosa.

La predisposizione presente sullo SHARK OXO aiuta proprio in questo senso.

E questo è uno degli aspetti che apprezzo di più quando un casco nasce già pensando all’integrazione con un interfono.

Non siamo costretti a inventarci soluzioni artigianali mettendo spessori dove non dovrebbero esserci.

Una volta completato il montaggio dei due auricolari possiamo finalmente passare a una parte più delicata: microfono e cablaggio.

Microfono dell’interfono sullo SHARK OXO: la posizione conta più di quanto sembri

Sul sistema che ho utilizzato, il Sena for Shark, la configurazione prevede il passaggio del microfono sul lato destro.

È una particolarità che va considerata durante l’installazione perché la centralina dell’interfono si trova invece sulla sinistra.

Per questo motivo il kit prevede un’estensione che permette di portare correttamente il collegamento da un lato all’altro del casco.

Se utilizzate un altro interfono, invece, la situazione potrebbe essere differente.

Il vostro microfono potrebbe partire direttamente dalla sinistra oppure essere collegato a uno degli speaker. In quel caso non dovrete replicare necessariamente il percorso fatto da me. L’aspetto interessante dello SHARK OXO è che, una volta aperta tutta la parte interna, abbiamo comunque abbastanza possibilità per nascondere il cavo facendolo passare sotto i guanciali.

Quindi non fossilizzatevi sul fatto che un cavo debba necessariamente seguire il mio stesso percorso se il vostro interfono ha una struttura differente.

Il principio è un altro: il cavo deve essere protetto, ordinato, non schiacciato e non percepibile quando indossiamo il casco.

Per il microfono utilizziamo la fessura laterale presente all’interno.

Nel mio caso ho fatto passare l’asta fino a raggiungere una lunghezza sufficiente per portare realmente il microfono davanti alla bocca.

E qui voglio soffermarmi un attimo perché ho visto installazioni nelle quali il microfono viene lasciato praticamente incastrato sul bordo interno del casco, con pochi centimetri di asta disponibili.

La domanda è: perché?

Abbiamo un microfono flessibile proprio per poterlo avvicinare alla bocca.

Usiamolo.

Il microfono deve essere posizionato in maniera tale da poter essere spostato davanti alla bocca quando indossiamo il casco e, allo stesso tempo, deve poter rimanere all’interno senza interferire con la chiusura della mentoniera.

Nel mio montaggio sono riuscito ad avere entrambe le cose.

Quando devo parlare posso avvicinarlo alla bocca; quando la mentoniera viene chiusa, l’asta resta tranquillamente all’interno e non crea problemi con il meccanismo.

Ed è esattamente il risultato che volevo.

Per bloccare la base del microfono ho utilizzato anche qui il supporto adesivo previsto dal kit.

La superficie va sistemata bene e il Velcro deve essere applicato nella posizione che ci consente di trattenere l’asta senza impedirne il movimento.

La cosa comoda è che queste regolazioni sono in buona parte reversibili.

Se una volta indossato il casco vi accorgete che il microfono resta troppo lontano, troppo basso oppure troppo vicino, potete ancora intervenire.

Ed è per questo che prima di richiudere tutto consiglio sempre di provare fisicamente il casco.

Non limitatevi a guardarlo sul tavolo.

Quello che sembra perfetto con il casco capovolto potrebbe non essere altrettanto perfetto una volta infilato in testa.

La vostra bocca non conosce la geometria teorica della telecamera.

Mettete il casco, portate il microfono davanti alla bocca e verificate che la posizione sia realmente comoda.

Muovete anche la mentoniera dello SHARK OXO.

Aprite.

Chiudete.

Controllate che nulla venga schiacciato.

Spostate il microfono.

Provate nuovamente.

Ci mettete un minuto e sapete già che, una volta terminato il lavoro, non dovrete riaprire tutto.

Batteria dell’interfono: sfruttiamo l’alloggiamento posteriore dello SHARK OXO

Se il vostro sistema utilizza una batteria separata, come quello che sto montando io, possiamo sfruttare lo spazio posteriore predisposto nel casco.

La batteria del Sena for Shark viene inserita nell’apposito alloggiamento con il cavo orientato verso il lato dal quale dovrà successivamente raggiungere la centralina.

Nel mio caso il cavo deve andare verso sinistra, perché è lì che verrà montato l’interfono.

Prima di infilare definitivamente la batteria consiglio ancora una volta di osservare bene la lunghezza del filo.

L’obiettivo non è mettere la batteria nel suo vano e occuparci del cavo dopo.

Dobbiamo già immaginare il percorso completo.

Da dove parte?

Dove deve arrivare?

Quanto cavo serve all’esterno?

Quanto possiamo nasconderne dentro?

Ci sono punti in cui rischia di essere schiacciato quando rimetteremo la parte posteriore?

Sono tutte piccole verifiche che richiedono pochi secondi ma che fanno una grande differenza nella pulizia finale.

La batteria deve rimanere ben alloggiata, senza giochi strani.

Una volta chiuso il casco non dovremmo sentire niente muoversi scuotendolo leggermente.

Lo stesso vale per i connettori.

Una delle cose peggiori che possiamo fare durante il montaggio di un interfono è creare un bellissimo gomitolo di fili, spingerlo dentro a forza e richiudere tutto dicendo: “Tanto non si vede”.

Sì.

Non si vede.

Ma esiste.

E prima o poi potrebbe darvi fastidio.

Io preferisco dedicare qualche minuto in più alla disposizione dei cavi.

Non deve diventare un lavoro da ingegnere aerospaziale. Parliamo pur sempre di qualche connettore e pochi centimetri di filo. Però bisogna evitare sovrapposizioni inutili e soprattutto punti nei quali una parte rigida del casco potrebbe fare pressione sul cablaggio.

Questo vale a maggior ragione se state utilizzando un interfono diverso dal Sena for Shark.

Una centralina con batteria incorporata potrebbe permettervi di saltare completamente questo passaggio, semplificando parecchio il lavoro. D’altro canto potreste avere un cablaggio con forma e lunghezze differenti e quindi dover scegliere un percorso leggermente diverso.

La predisposizione del casco aiuta, ma non significa che esista una sola configurazione possibile.

Cablaggio dell’interfono: come far sparire i fili dentro lo SHARK OXO

Ed eccoci arrivati alla parte che personalmente considero fondamentale per distinguere un montaggio fatto bene da uno fatto semplicemente “funzionare”: la gestione dei cavi.

A questo punto abbiamo gli speaker nella loro posizione, abbiamo eventualmente inserito la batteria, abbiamo il microfono e dobbiamo mettere tutto in comunicazione con la centralina.

Nel Sena for Shark che sto utilizzando il percorso è abbastanza logico.

L’interfono verrà posizionato sulla sinistra del casco, quindi il collegamento più corto viene utilizzato per lo speaker sinistro. Successivamente colleghiamo la batteria, lo speaker destro attraverso il cavo più lungo e infine la prolunga necessaria al microfono.

Prima di nascondere qualsiasi collegamento assicuratevi che ogni connettore sia inserito correttamente.

Non tirate mai dai fili per scollegarli.

Lo so che sembra una raccomandazione da manuale delle istruzioni, ma quando avete un connettore piccolo infilato in un punto scomodo la tentazione di tirare il cavetto arriva.

Evitatela.

Impugnate sempre la parte rigida.

Una volta completati tutti i collegamenti possiamo iniziare a distribuire la cavetteria lungo il perimetro interno dello SHARK OXO.

E qui bisogna trovare il giusto compromesso.

Da una parte vogliamo far sparire tutto.

Dall’altra non vogliamo tirare i cavi fino a lasciarli in tensione.

Un minimo di gioco deve rimanere.

Soprattutto in prossimità della centralina esterna è bene lasciare esattamente la lunghezza necessaria per raggiungere il connettore senza creare una curva innaturale.

Troppo filo all’esterno è brutto da vedere e potrebbe muoversi con l’aria.

Troppo poco significa invece mettere continuamente il connettore sotto tensione.

La regolazione migliore si trova facendo una cosa semplicissima: posizionate temporaneamente la parte posteriore del casco prima di chiuderla definitivamente.

È quello che ho fatto anch’io.

In questo modo vediamo subito quanto spazio reale rimarrà per il cablaggio e possiamo capire quanto cavo deve uscire.

Prima sistemiamo.

Poi chiudiamo.

Non il contrario.

Se avete del filo in eccesso, distribuitelo in una zona nella quale possa rimanere disteso oppure formare una curva larga, evitando di creare una massa concentrata sotto un punto dell’imbottitura.

Ricordatevi che dentro quel casco poi dobbiamo infilarci la testa.

Ed è un dettaglio da non sottovalutare.

Un piccolo connettore che sul tavolo sembra insignificante può diventare tremendamente fastidioso se rimane esattamente nel punto in cui il guanciale lo spinge contro la tempia.

Quando montate un interfono bisogna quindi ragionare sempre su due livelli: quello che vediamo e quello che sentiremo.

Visivamente deve essere pulito.

Fisicamente deve sembrare che l’interfono non ci sia.

Se raggiungiamo entrambe le cose abbiamo fatto un buon lavoro.

Prima prova dell’interfono: accendiamolo adesso, non dopo

Abbiamo collegato tutto?

Perfetto.

Non rimontate ancora il casco.

È il momento della seconda prova.

Accendete l’interfono.

Nel mio caso il Sena ha iniziato immediatamente a darmi le indicazioni vocali, quindi sapevo già che almeno alimentazione e centralina stavano funzionando.

Successivamente l’ho collegato allo smartphone per verificare anche gli speaker.

Il sistema funzionava correttamente e la batteria era intorno al 90%, quindi potevo procedere tranquillo con il montaggio.

Questo passaggio, secondo me, dovrebbe diventare quasi automatico ogni volta che lavoriamo su un dispositivo elettronico montato dentro qualcosa che poi dobbiamo richiudere.

Prima di chiudere si testa.

Sempre.

Non significa essere paranoici.

Significa essere pigri in maniera intelligente.

Io non voglio smontare due volte lo stesso casco.

Quindi preferisco spendere un minuto prima.

Per la prova potete usare qualsiasi sorgente audio. Una canzone che conoscete bene è addirittura utile perché vi permette di verificare rapidamente che entrambi i canali funzionino e che non ci siano differenze strane di volume tra destra e sinistra.

Provate anche il microfono.

Se il vostro interfono permette un comando vocale, una telefonata o una registrazione, usatelo.

Non serve cercare la qualità audio perfetta con il casco aperto davanti a voi. Dobbiamo semplicemente capire se il microfono riceve correttamente.

Se tutto funziona possiamo finalmente iniziare a richiudere lo SHARK OXO.

Ed è qui che torniamo dalla fase elettronica alla fase “non rompere la plastica”.

Rimontare la parte posteriore dello SHARK OXO: ordine prima di tutto

Riprendiamo la struttura inferiore e posteriore che avevamo precedentemente liberato.

Prima di fissarla definitivamente la posizioniamo al suo posto e controlliamo nuovamente il cablaggio.

Guardate dai lati.

Fate scorrere un dito lungo la parte interna.

Assicuratevi che nessun cavo finisca esattamente tra due elementi che devono incastrarsi.

Se il pezzo non torna nella propria posizione con relativa facilità, non stringete le viti per costringerlo a chiudersi.

Questa è probabilmente una delle peggiori cose che possiamo fare.

Una vite non deve essere utilizzata per comprimere due parti che evidentemente hanno qualcosa in mezzo.

Se la struttura rimane sollevata, riaprite e controllate.

Potrebbe esserci semplicemente un cavo fuori sede.

Una volta verificato tutto, possiamo reinserire le viti esagonali.

E qui arriva un’altra raccomandazione che nel video faccio praticamente con il casco tra le mani: non stringetele fino alla morte.

Abbiamo a che fare con una struttura in plastica.

La vite deve essere serrata.

Non dobbiamo dimostrare la nostra forza.

Quando sentite che ha raggiunto la battuta ed è ben ferma, basta.

Continuare ad avvitare con tutta la forza disponibile non renderà il casco “più chiuso”.

Aumenterà soltanto la possibilità di rovinare la sede.

E se spanate qualcosa in quella zona il problema diventa decisamente più fastidioso dell’installazione dell’interfono.

Personalmente preferisco stringere in maniera progressiva.

Inserisco tutte le viti, porto ogni vite quasi a battuta e successivamente effettuo un piccolo controllo finale.

In questo modo la struttura si assesta senza concentrare subito tutta la pressione in un solo punto.

Quando la parte posteriore è nuovamente fissata possiamo già cominciare a vedere il risultato finale.

La maggior parte della cavetteria è scomparsa.

Gli speaker sono dentro.

La batteria è al proprio posto.

Il microfono esce correttamente.

E la quantità di filo visibile vicino alla centralina può essere regolata fino ad avere soltanto quello necessario.

Finalmente il nostro SHARK OXO comincia di nuovo ad assomigliare a un casco e non al risultato di un esperimento scientifico.

Ma prima di festeggiare dobbiamo affrontare il boss finale.

Le placchette laterali.

Il trucco per rimontare le placchette dello SHARK OXO senza rompere le alette

Questa è probabilmente la parte più importante dell’intero tutorial per chi possiede uno SHARK OXO.

Perché montare speaker e microfono è relativamente semplice.

Far passare i cavi richiede un po’ di pazienza.

Ma le placchette laterali possono essere bastarde.

E lo dico con affetto.

Il problema è rappresentato dalle piccole alette posteriori che devono entrare correttamente nella propria sede.

Se prendete la placchetta, la appoggiate sopra e iniziate semplicemente a premere aspettando il classico click, c’è il rischio concreto di applicare pressione proprio sull’aletta nel modo sbagliato.

E a quel punto il click potreste sentirlo.

Solo che non sarà quello che volevate.

La tecnica che utilizzo è invece molto più semplice.

Prendiamo la placchetta corretta per il lato sul quale stiamo lavorando.

Osservandola noteremo che l’aletta posteriore è leggermente più lunga.

Quella è la parte da inserire per prima.

Non tutta la placchetta contemporaneamente.

Prima l’aletta lunga posteriore.

La facciamo entrare nella propria sede e soltanto successivamente flettiamo molto leggermente la parte superiore della placchetta in maniera da accompagnare anche l’altro punto di aggancio.

Quando questi elementi sono allineati, la parte finale può essere spinta delicatamente con il dito.

E praticamente entra da sola.

Niente martello.

Niente pugno della disperazione.

Soprattutto niente pressione casuale distribuita su tutta la superficie.

Prima dietro.

Poi accompagniamo la parte superiore.

Infine pressione controllata.

Quando sentiamo che tutto è entrato possiamo verificare che la placchetta sia effettivamente bloccata e allineata con il resto della calotta.

Ripetiamo esattamente la stessa operazione sul lato opposto.

Anche lì: aletta posteriore per prima, piccola flessione controllata, inserimento dell’altra parte e pressione finale.

Fatto.

Due placchette.

Zero alette spezzate.

Ed è già una piccola vittoria.

Questo passaggio merita attenzione perché, cercando informazioni sul montaggio dell’interfono sullo SHARK OXO, è facile imbattersi in persone che hanno avuto proprio problemi durante il rimontaggio di questi elementi.

La tentazione naturale è pensare che, essendo una plastica a pressione, debba semplicemente essere schiacciata nella sua sede.

In realtà bisogna rispettare la geometria degli incastri.

È un discorso che vale per tantissimi componenti.

Quando una linguetta entra lateralmente sotto un bordo e noi proviamo invece a spingerla verticalmente, le stiamo chiedendo letteralmente di attraversare un materiale solido.

E la fisica, purtroppo, continua a essere abbastanza testarda.

Se la osserviamo qualche secondo prima di montarla, invece, il movimento diventa evidente.

Quindi, se siete arrivati su questa guida perché avete paura di rompere le placchette del vostro SHARK OXO, ricordatevi questa semplice sequenza.

Prima la parte posteriore. Poi una leggerissima flessione. Infine la pressione finale.

Niente forza bruta.

Il casco non vi ha fatto niente di male.

Dove posizionare la centralina dell’interfono sullo SHARK OXO

Ora che il casco è strutturalmente quasi richiuso possiamo finalmente montare la parte che tutti associano immediatamente all’interfono: la centralina esterna.

Nel caso del Sena for Shark l’area laterale sinistra è predisposta proprio per ospitare il dispositivo.

Prima di incollarlo vi consiglio, anche qui, di fare una prova a secco.

Appoggiate la centralina.

Guardatela frontalmente.

Guardatela lateralmente.

Controllate che sia allineata con la forma del casco.

Verificate la lunghezza del cavo.

Provate a raggiungere i pulsanti con la mano immaginando di avere i guanti.

Soltanto dopo togliete la pellicola del biadesivo.

Perché il biadesivo ha una caratteristica affascinante: quando non volete che si attacchi aderisce anche all’anima; quando invece avete bisogno di fissare qualcosa, scoprite improvvisamente ogni limite conosciuto della chimica moderna.

Quindi partiamo bene.

Pulite la zona, evitate di toccare continuamente la parte adesiva con le dita e fate un primo posizionamento preciso.

Una volta trovata la posizione corretta appoggiate la centralina e premete in maniera uniforme.

Il risultato che cercavo personalmente era avere l’interfono ben integrato e soprattutto simmetrico rispetto alla linea del casco.

Alla fine sono riuscito a ottenere esattamente questo.

La centralina segue bene la struttura dello SHARK OXO e la quantità di cablaggio visibile è veramente minima.

A quel punto cominciamo finalmente a vedere il risultato di tutto il lavoro precedente.

Ed è anche il momento in cui dimentichiamo temporaneamente quanto abbiamo imprecato per arrivarci.

Temporaneamente.

Rimontiamo i guanciali e nascondiamo definitivamente tutti i cavi

Mancano gli interni.

Partiamo da uno dei due guanciali e ricordiamoci della chiusura micrometrica.

Il cinturino deve attraversare correttamente l’apertura prevista nel guanciale e deve essere reinserito anche nella relativa fibbietta che avevamo osservato durante lo smontaggio.

È proprio qui che quella fotografia scattata all’inizio può tornare comodissima.

Una volta fatto passare correttamente il cinturino, riposizioniamo il guanciale nella sua sede e iniziamo a riagganciare le clip.

Procediamo senza fretta.

Sentiamo con le dita ogni punto di fissaggio e controlliamo che il tessuto dell’imbottitura non rimanga ripiegato.

Prima di chiudere completamente il lato possiamo sfruttare ancora lo spazio disponibile per nascondere l’eventuale cavo in eccesso.

Non create però spessori concentrati.

Distribuitelo.

L’obiettivo deve essere quello di riportare gli interni esattamente nella condizione in cui erano prima dell’installazione.

Quando guardiamo dentro il casco non dobbiamo vedere un groviglio di cavi.

Quando lo indossiamo non dobbiamo percepire un groviglio di cavi.

Possibilmente dobbiamo quasi dimenticarci che ci sono.

Una volta sistemato il primo guanciale passiamo al secondo e ripetiamo la stessa operazione.

Devo ammettere che infilare correttamente alcuni elementi nei rispettivi passaggi è probabilmente una delle parti che mi ha fatto perdere più tempo durante il lavoro.

Non è difficile in senso tecnico.

È semplicemente una di quelle operazioni in cui sembra che il pezzo abbia sviluppato una propria volontà e non voglia entrare esattamente nel punto in cui è stato montato dalla fabbrica.

Con un po’ di pazienza, però, torna tutto.

E quando scatta l’ultima clip possiamo finalmente dirlo:

l’interfono sullo SHARK OXO è montato.

O quasi.

Perché io un ultimo controllo lo faccio sempre.

Controllo finale: audio, microfono, mentoniera e comfort

Adesso il casco è completamente rimontato.

Centralina fissata.

Placchette laterali al loro posto.

Guanciali installati.

Cavetteria nascosta.

Speaker dentro.

Microfono posizionato.

È il momento di accendere nuovamente l’interfono.

Sì, è la terza volta.

E no, non mi sembra eccessiva.

Meglio scoprire subito qualsiasi problema.

Accendiamo la centralina, colleghiamo il telefono e verifichiamo l’audio.

Nel mio caso tutto funzionava perfettamente.

Ma non abbiamo ancora concluso il controllo.

Dobbiamo indossare il casco.

La prima cosa che verifico è la posizione degli speaker. Devono sentirsi bene e soprattutto non devono creare pressione fastidiosa sulle orecchie.

Muovo leggermente la testa.

Apro e chiudo la mentoniera.

Controllo il microfono.

Lo porto davanti alla bocca.

Lo allontano.

Richiudo la mentoniera.

Il microfono resta all’interno senza interferire con il movimento.

Perfetto.

Aggiungiamo la spugnetta antivento sul microfono e facciamo l’ultima prova.

Questo è il momento nel quale ci accorgiamo anche se abbiamo lasciato una quantità corretta di asta all’esterno.

Come dicevo prima, secondo me non ha molto senso montare un microfono a braccetto e lasciarlo praticamente nascosto nel guanciale.

Deve arrivare vicino alla bocca.

Altrimenti perde parte della sua utilità.

Nel mio montaggio posso spostarlo esattamente nella posizione che voglio e, una volta chiusa la mentoniera dello SHARK OXO, non tocca nulla.

Per me questo è il setup corretto.

Poi naturalmente la posizione perfetta può cambiare leggermente in base alla forma del viso, alla taglia del casco e al tipo di microfono utilizzato.

Provate.

Regolate.

Non abbiate paura di spostarlo di qualche millimetro.

È molto più sensato dedicare cinque minuti alla regolazione adesso che convivere per mesi con un microfono montato male.

Gli errori da evitare quando si monta un interfono sullo SHARK OXO

Dopo aver fatto tutto il lavoro, secondo me ci sono alcuni errori che vale la pena evidenziare.

Il primo è sicuramente avere fretta.

Lo SHARK OXO non è il casco sul quale sceglierei di installare un interfono dieci minuti prima di un appuntamento con gli amici.

Non perché sia necessaria una laurea.

Semplicemente perché bisogna rimuovere parecchi elementi e alcuni passaggi richiedono calma.

Se partite con la mentalità del “devo finire subito”, aumentano esponenzialmente le possibilità di rompere una placchetta, graffiare qualcosa, pizzicare un cavo oppure dimenticare un passaggio.

Il secondo errore è usare troppa forza.

Questo vale soprattutto per le placchette laterali ma, in generale, per tutti gli incastri.

Se un pezzo non entra dovete capire come entra.

Non quanto forte siete capaci di spingerlo.

Terzo errore: stringere eccessivamente le viti.

Devono essere ferme.

Fine.

Non stiamo serrando il bullone della ruota di un camion.

Sono inserite in una struttura che include componenti plastici e continuare a forzare quando la vite è già arrivata a battuta non porta alcun vantaggio.

Quarto errore: non provare l’interfono prima di richiudere tutto.

Su questo ormai credo di aver insistito abbastanza.

Ma lo ripeto.

Provate.

L’interfono.

Prima.

Di.

Chiudere.

Tutto.

Quinto errore: trascurare la posizione degli speaker.

Gli alloggiamenti sono predisposti ma assicuratevi comunque che gli auricolari siano centrati rispetto alle vostre orecchie.

Sesto errore: lasciare il microfono troppo corto.

Se avete a disposizione un’asta regolabile sfruttatela.

Il microfono deve poter raggiungere una posizione utile per parlare.

Settimo errore: nascondere i cavi “a caso”.

Nasconderli non significa semplicemente renderli invisibili.

Significa posizionarli in un punto nel quale non saranno compressi, tirati o percepiti attraverso l’imbottitura.

Infine c’è l’errore che personalmente trovo più assurdo: terminare l’installazione e non provare fisicamente il casco.

Mettetelo in testa.

Un casco sul tavolo non può dirvi se uno speaker preme sull’orecchio.

La vostra testa sì.

Posso montare sullo SHARK OXO un interfono diverso dal Sena for Shark?

La risposta, per quanto riguarda il procedimento mostrato nel mio video, è sì: il tutorial resta utile anche se utilizzate un interfono differente.

Naturalmente non posso dirvi che qualsiasi dispositivo presente sul mercato avrà esattamente gli stessi attacchi o potrà sfruttare ogni singolo alloggiamento nello stesso modo.

Sarebbe impossibile.

Il Sena for Shark utilizzato nel mio caso nasce con una configurazione specifica e dispone, ad esempio, di una batteria separata che possiamo inserire nella zona posteriore.

Un altro interfono potrebbe avere la batteria direttamente nella centralina.

Potrebbe avere il microfono collegato allo speaker sinistro.

Questi dettagli cambiano.

Quello che non cambia è la struttura dello SHARK OXO che dobbiamo preparare per installare l’interfono.

Dovrete comunque raggiungere gli alloggiamenti degli speaker.

Ed è soprattutto la parte di smontaggio e rimontaggio del casco che rende questo tutorial utile anche con sistemi differenti.

Se state utilizzando un interfono universale, il consiglio è semplicemente quello di osservare tutti i componenti prima di cominciare.

Mettete il kit sul tavolo.

Separate speaker, microfono, centralina ed eventuale batteria.

Guardate le lunghezze dei fili.

Immaginate dove andrà ogni elemento.

Fate una specie di installazione mentale prima ancora di togliere la prima placchetta.

Sembra una perdita di tempo.

In realtà vi farà andare molto più velocemente dopo.

Interfono sullo SHARK OXO: meglio adesivo o staffa?

Nel mio caso l’installazione prevede il fissaggio adesivo della centralina, soluzione che si integra bene con la forma del casco.

Se il vostro interfono permette di scegliere tra supporto adesivo e staffa, prima di prendere una decisione osservate attentamente la parte inferiore dello SHARK OXO.

Una staffa tradizionale deve poter entrare tra calotta e interno senza deformare quest’ultimo e senza interferire con i componenti del casco.

Non forzatela semplicemente perché “su YouTube fanno tutti così”.

Il biadesivo, se previsto dal produttore dell’interfono e installato correttamente, permette spesso un’integrazione molto più pulita sulle calotte che non offrono uno spazio ideale per la pinza.

Qualunque sistema scegliate, fate però attenzione al posizionamento.

L’interfono non dovrebbe essere installato troppo in basso, dove rischia di interferire con la spalla quando girate la testa, né in una posizione eccessivamente arretrata che renda scomodi i comandi.

Provate a immaginare di utilizzarlo con i guanti.

Io lo faccio sempre.

Appoggio la mano sul casco e cerco i pulsanti senza guardare.

Se devo assumere la posizione di un contorsionista per aumentare il volume, evidentemente non è il punto giusto.

Il vantaggio del sistema che ho montato sullo SHARK OXO è proprio l’integrazione.

La centralina risulta ordinata, poco invasiva e coerente con le linee del casco.

Una volta completato tutto, guardandolo lateralmente, il risultato è quasi quello che ci si aspetterebbe da un accessorio installato direttamente in fabbrica.

Ed era esattamente ciò che volevo.

Quanto tempo serve realmente per montare l’interfono sullo SHARK OXO?

Questa è una di quelle domande alle quali non amo dare una risposta del tipo “servono esattamente ventitré minuti”.

Dipende.

Se avete già smontato dieci volte lo SHARK OXO e sapete esattamente dove mettere le mani, andrete molto più veloci.

Se è il primo casco sul quale montate un interfono, ovviamente servirà più tempo.

Se avete un tavolo serio, una buona illuminazione e tutto preparato davanti a voi, sarete più rapidi.

Se fate come me nel video, combattendo anche con la posizione di ripresa e pensando a come mostrare contemporaneamente quello che state facendo, probabilmente ci metterete di più e suderete parecchio.

Tra l’altro io ho registrato il tutorial con una temperatura esterna di circa 37 gradi e senza aria condizionata nella stanza.

Quindi sì.

Nel video mi vedrete sudare come un maiale.

Non era tensione per le placchette.

O almeno non soltanto.

Il punto però è un altro: non cronometratevi.

Non c’è nessun premio per chi monta più velocemente l’interfono.

La prima volta preferisco metterci un po’ di più, capire bene gli incastri e sapere come è costruito il casco.

Il vantaggio è che, dopo averlo fatto una volta, qualsiasi intervento successivo diventa molto più semplice.

Se un giorno dovrò cambiare uno speaker, controllare un collegamento oppure sostituire l’interfono saprò già esattamente come aprire tutto.

Ed è una conoscenza che, soprattutto se utilizzate molto il casco, può tornare utile.

Vale la pena montare da soli l’interfono sullo SHARK OXO?

Secondo me sì.

A patto di avere un minimo di manualità e soprattutto pazienza.

Non c’è nessuna operazione particolarmente tecnica.

Non dobbiamo modificare la struttura del casco.

Non dobbiamo tagliare nulla.

Non dobbiamo utilizzare utensili particolari.

Non stiamo intervenendo sulla parte strutturale di sicurezza.

Stiamo fondamentalmente smontando elementi progettati per essere rimossi, utilizzando gli spazi predisposti per l’interfono e successivamente rimontando tutto.

La difficoltà sta nel numero di passaggi e nella delicatezza di alcuni incastri.

Se normalmente vi sentite a vostro agio nel rimuovere gli interni del casco per lavarli, probabilmente potete affrontare tranquillamente anche questo lavoro.

Se invece qualsiasi rumore prodotto da una plastica vi provoca un attacco di panico, nessuno vi obbliga a farlo.

Potete sempre rivolgervi a un rivenditore oppure a qualcuno che abbia già installato un interfono su questo modello.

Non c’è nessuna medaglia neanche qui.

Io stesso, dopo averlo montato sul mio, ho già avuto modo di installare l’interfono anche su SHARK OXO acquistati da amici ai quali avevo consigliato proprio questo casco.

E ovviamente la seconda installazione è stata molto più semplice.

Quando sai dove si trovano gli incastri e soprattutto come vanno rimesse le placchette, cambia tutto.

La parte che la prima volta affronti con la delicatezza di uno artificiere diventa un’operazione normalissima.

Ed è uno dei motivi per cui ho voluto realizzare sia il video sia questa guida.

Perché vedere esattamente come viene smontato lo SHARK OXO può togliere parecchi dubbi prima ancora di iniziare.

Il risultato finale: interfono integrato e praticamente nessun cavo visibile

Arrivati alla fine, devo dire che sono molto soddisfatto del risultato.

Guardando il casco lateralmente, la centralina è ben posizionata e segue correttamente le linee dello SHARK OXO.

All’interno gli speaker sono completamente integrati.

La batteria occupa lo spazio predisposto.

Il microfono può essere portato davanti alla bocca senza interferire con la mentoniera.

La cavetteria è praticamente invisibile.

Ed è soprattutto quest’ultimo punto a fare la differenza.

Avrei potuto montare l’interfono molto più velocemente facendo passare alcuni fili sotto i primi centimetri di imbottitura e lasciando uscire ciò che avanzava.

Avrebbe funzionato?

Probabilmente sì.

Mi sarebbe piaciuto?

Assolutamente no.

Quando compro un casco che ha già una predisposizione specifica voglio sfruttarla.

E lo SHARK OXO, una volta capito come smontarlo, permette di fare davvero un lavoro molto ordinato.

Tra l’altro tutta questa operazione mi ha permesso anche di conoscere molto meglio la costruzione interna del casco.

Smontando guanciali, struttura inferiore e parte posteriore si capisce come i diversi elementi siano collegati e diventa più semplice effettuare anche la normale manutenzione futura.

Naturalmente bisogna sempre ricordare che stiamo lavorando su un dispositivo di protezione.

Non improvvisate modifiche.

Non tagliate parti della struttura interna per creare spazio.

Non scavate l’EPS perché uno speaker non entra.

Non forzate componenti che non sono progettati per essere rimossi.

In questo tutorial utilizziamo esclusivamente gli elementi removibili e gli alloggiamenti già presenti.

È una distinzione importante.

Montare un interfono deve aggiungere una funzione al casco.

Non deve modificarne la struttura.

Speaker troppo bassi? Prima di smontare tutto controllate questo

Una delle situazioni che può verificarsi dopo il montaggio è quella di indossare il casco, accendere l’interfono e pensare:

“Ma come? Si sente pianissimo.”

Prima di accusare immediatamente l’interfono controllate la posizione degli speaker.

Come dicevo prima, pochi millimetri possono avere un effetto percepibile.

Provate a indossare il casco e, con le mani all’esterno, spostarlo leggermente rispetto alle orecchie. Se improvvisamente il volume sembra aumentare significa probabilmente che gli speaker non sono centrati perfettamente.

Fortunatamente, usando il Velcro, possiamo modificarne la posizione senza rifare l’intera installazione.

Togliamo il guanciale interessato, stacchiamo lo speaker e lo riposizioniamo.

Prima di fissarlo definitivamente potete anche provare differenti altezze.

La posizione ideale non dipende soltanto dal casco.

Dipende anche da voi.

Due persone con la stessa taglia dello SHARK OXO potrebbero avere le orecchie posizionate qualche millimetro più in alto o più in basso rispetto all’alloggiamento teoricamente centrale.

E non c’è nulla di strano.

L’importante è utilizzare gli spazi presenti come base e successivamente regolare il sistema sul proprio viso.

Io non cercherei mai di risolvere un problema di posizionamento semplicemente alzando il volume al massimo.

Se l’altoparlante è fuori asse, correggiamo l’altoparlante.

È la soluzione più logica.

Il microfono non deve intralciare la mentoniera dello SHARK OXO

Lo SHARK OXO è un casco modulare e quindi c’è un elemento in più da considerare rispetto a un integrale tradizionale: il movimento della mentoniera.

Non basta trovare una posizione del microfono che funzioni con il casco aperto.

Dobbiamo verificare tutto il ciclo di movimento.

Io, terminato il montaggio, ho aperto e chiuso più volte la mentoniera controllando che l’asta non entrasse mai in contatto con i componenti mobili.

Quando il casco è chiuso il microfono rimane comodamente all’interno.

Quando devo utilizzarlo posso portarlo davanti alla bocca.

Questa secondo me è la configurazione da cercare.

Un microfono che tocca continuamente la mentoniera rischia non soltanto di essere fastidioso ma anche di spostarsi ogni volta che apriamo o chiudiamo il casco.

E considerando che uno dei motivi per scegliere un modulare è proprio poter utilizzare frequentemente l’apertura della mentoniera, sarebbe una configurazione abbastanza assurda.

La prova va fatta con calma.

Apriamo.

Chiudiamo.

Muoviamo l’asta.

Apriamo di nuovo.

Mettiamo il casco.

Controlliamo.

Sono operazioni semplicissime.

Il montaggio dell’interfono, del resto, non è complicato perché richieda abilità particolari.

Richiede attenzione ai dettagli.

Perché secondo me lo SHARK OXO meritava un tutorial specifico per l’interfono

Qualcuno potrebbe chiedersi perché realizzare un tutorial interamente dedicato al montaggio dell’interfono sullo SHARK OXO quando online esistono centinaia di video su come installare un interfono su un casco.

La risposta è semplice.

Perché questo casco ha alcune particolarità.

Se sapete montare un interfono su un integrale tradizionale, non significa necessariamente che guardando lo SHARK OXO capirete immediatamente come raggiungere tutti gli spazi interni.

La prima volta che vedete le placchette laterali potreste non sapere come sganciarle.

Potreste non sapere che dietro troviamo le viti.

Potreste non capire immediatamente come si libera tutta la parte inferiore.

E soprattutto potreste non sapere come reinserire quelle placchette senza mettere sotto pressione le alette.

Una volta conosciuti questi passaggi il resto del montaggio torna a essere quello di un normalissimo interfono.

Speaker.

Microfono.

Cablaggio.

Centralina.

Prova.

Fine.

È la preparazione dello SHARK OXO a rappresentare la vera particolarità.

Ed è esattamente il motivo per cui ho voluto mostrare ogni fase.

Quando compro un accessorio oppure devo effettuare un lavoro su un componente che non conosco, personalmente preferisco sempre vedere qualcuno farlo davvero.

Non mi basta leggere “rimuovere la placchetta laterale”.

Grazie.

Quello lo avevo capito anch’io.

Voglio vedere da che lato viene sollevata, dove si trova l’incastro e come si muove.

Perché è proprio lì che spesso si nasconde la differenza tra un tutorial utile e un manuale che ti dice tecnicamente cosa fare senza spiegarti realmente come farlo.

Dopo il montaggio: il primo giro con l’interfono installato

Una volta terminato il lavoro, prima di partire per un viaggio lungo io farei comunque una prova breve.

Indossate lo SHARK OXO e tenetelo per qualche minuto.

Se potete, fate un giro.

Ascoltate musica.

Provate la navigazione.

Effettuate magari una telefonata in sicurezza quando siete fermi.

Controllate la posizione del microfono.

Verificate se gli speaker restano comodi.

Il motivo è semplice: alcuni piccoli problemi emergono soltanto utilizzando realmente il casco.

Sul tavolo tutto può sembrare perfetto.

Dopo mezz’ora potreste invece accorgervi che lo speaker destro preme leggermente sull’orecchio.

Oppure che il microfono sarebbe più comodo spostato di un centimetro.

O ancora che avete lasciato troppo poco cavo vicino alla centralina e quando girate il dispositivo nel suo supporto sentite tensione.

Sono aggiustamenti normalissimi.

Non considerate l’installazione fallita perché dovete riaprire un guanciale e spostare qualcosa.

È molto meglio perfezionare il setup nei primi giorni e poi dimenticarsene.

Personalmente un interfono installato bene deve diventare praticamente trasparente nell’utilizzo quotidiano.

Indosso il casco.

Accendo.

Parto.

Fine.

Non devo ogni volta spostare un cavo.

Non devo sistemare l’auricolare.

Non devo cercare il microfono dentro il guanciale.

Non devo chiedermi se la centralina si staccherà.

Se tutte queste cose spariscono dalla mia attenzione, significa che il montaggio è riuscito.

Montaggio interfono SHARK OXO: alla fine è davvero così difficile?

Dopo tutto questo articolo probabilmente qualcuno starà pensando che installare un interfono sullo SHARK OXO equivalga alla manutenzione straordinaria di una centrale nucleare.

Non è così.

Davvero.

Il montaggio in sé è semplice.

Il casco va però aperto molto più di quanto ci si aspetterebbe.

È questo che può spaventare la prima volta.

Quando iniziate a togliere placchette, tre viti, guanciali e parte posteriore e vi ritrovate davanti un casco completamente aperto, il primo pensiero è inevitabilmente:

“Ma chi me l’ha fatto fare?”

Poi montate tutto.

Rimettete le placchette.

Accendete l’interfono.

Funziona.

E improvvisamente vi sentite dei tecnici ufficiali Shark.

La realtà, come spesso accade, sta nel mezzo.

Non è un’operazione da fare completamente alla cieca, ma con un tutorial davanti e un minimo di pazienza è assolutamente affrontabile.

La parte fondamentale è non trasformare la fretta in forza.

Se una clip non si sgancia, guardatela.

Se una placchetta non entra, controllate le alette.

Se la parte posteriore non chiude perfettamente, cercate un eventuale cavo fuori posizione.

Se uno speaker si sente poco, controllate l’allineamento.

Procedere per problemi logici è molto più efficace che premere più forte.

Considerazioni finali: è stato un parto, ma ne è valsa la pena

Alla fine ce l’abbiamo fatta.

L’interfono è montato sul mio SHARK OXO, la centralina è perfettamente integrata, i cavi praticamente non si vedono, gli speaker sono nei loro alloggiamenti, il microfono arriva correttamente davanti alla bocca e la mentoniera continua naturalmente a muoversi senza alcuna interferenza.

Direi risultato raggiunto.

È stato immediato?

No.

Lo rifarei?

Assolutamente sì.

Anche perché adesso che conosco perfettamente il procedimento probabilmente ci metterei una frazione del tempo.

Il primo montaggio serve soprattutto a capire il casco.

E devo ammettere che lo SHARK OXO, pur costringendoci a smontare parecchie parti per arrivare agli alloggiamenti interni, permette poi di ottenere un’installazione veramente ordinata.

La cosa più importante, se state per affrontare anche voi questo lavoro, è non avere fretta.

Fate prima una prova dell’interfono.

Rimuovete delicatamente le placchette.

Mettete immediatamente da parte le viti.

Sganciate i guanciali senza tirare a caso.

Liberate la parte inferiore.

Posizionate bene gli speaker.

Fate passare microfono e cavi pensando già al rimontaggio.

Verificate nuovamente che tutto funzioni.

Soltanto a quel punto richiudete.

E quando arrivate alle placchette laterali ricordatevi il passaggio fondamentale che può risparmiarvi un bel po’ di nervoso: inserite prima l’aletta posteriore più lunga, accompagnate delicatamente la parte superiore e soltanto alla fine premete la placchetta nella propria sede.

Non partite semplicemente schiacciandola.

Quel piccolo accorgimento è probabilmente il consiglio più importante di tutta la guida se volete montare un interfono sullo SHARK OXO senza fare danni.

Per il resto il lavoro richiede soltanto pazienza.

E magari un tavolo decente.

Io la prossima volta prometto che mi organizzo meglio.

Anche perché registrare un tutorial mentre si cerca contemporaneamente di non rompere un casco nuovo, tenere tutti i componenti dentro l’inquadratura e sopravvivere in una stanza senza aria condizionata con fuori circa 37 gradi non è esattamente la definizione di comfort.

Ma alla fine il risultato è quello che conta.

Adesso lo SHARK OXO è pronto per essere utilizzato con navigatore, telefonate, musica, comunicazione con altri motociclisti e tutto quello per cui normalmente utilizziamo un interfono in moto.

E soprattutto il montaggio sembra praticamente di fabbrica.

Che per uno maniaco delle cose ordinate come il sottoscritto è già una soddisfazione enorme.

Se anche voi avete uno SHARK OXO e state cercando di montare un interfono, spero che questa guida vi abbia evitato almeno qualche minuto passato a fissare una placchetta chiedendovi da quale maledetto lato debba entrare.

Se avete già fatto questa installazione e avete trovato altre soluzioni interessanti per organizzare speaker, microfono o cavetteria, raccontatemelo nei commenti.

Sono curioso soprattutto di sapere quale interfono avete utilizzato e se anche voi, la prima volta che avete visto quanto bisognava smontare il casco, avete avuto per qualche secondo quella stessa espressione da:

“Non potevo semplicemente tenermi le cuffiette?”

Naturalmente scherzo.

Non usate le cuffiette.

Montate bene l’interfono.

E soprattutto non rompete quelle maledette placchette.

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Voonexio

Appassionato di moto, di viaggi e di video editing, ho deciso quindi di iniziare ad unire insieme queste miei passioni e registrare i miei giri in moto, iniziando a pubblicare su YouTube come motovlogger.

Ho conseguito la patente A3 in tarda età e prima della patente non avevo mai guidato neanche uno scooter, ma la passione è passione e quindi...

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