Quante volte, entrando in una concessionaria o guardando un video su YouTube, vi siete sentiti dire quella frase fastidiosissima: “Eh, sei troppo basso per poter guidare quella moto”?. È un classico, un pregiudizio duro a morire che ha frenato l’entusiasmo di troppi aspiranti motociclisti.

Magari vi è anche capitato di controllare una scheda tecnica, leggere un’altezza sella che sembrava perfetta sulla carta, per poi sedervi sopra e ritrovarvi con i piedi penzoloni, a cercare disperatamente un contatto con l’asfalto che proprio non voleva arrivare. Beh, oggi voglio parlarvi proprio di questo, sfatando un mito una volta per tutte: non serve assolutamente essere dei giganti o dei “watussi” per domare determinati modelli di moto.

In questo approfondimento vedremo insieme come l’altezza sia un concetto molto relativo, analizzeremo i modelli migliori divisi per categoria e, alla fine, vi darò qualche dritta pratica per gestire anche i mostri sacri del turismo che sembrano inaccessibili.

Perché i millimetri della scheda tecnica mentono

Prima di lanciarci sui modelli, dobbiamo fare chiarezza su un punto che confonde tantissime persone. I famosi millimetri che leggete sui cataloghi, quelli che indicano l’altezza della sella da terra, in realtà servono a poco o nulla se presi da soli.

Non dicono tutta la verità perché l’altezza effettiva di una moto, quella che percepisci quando cerchi di poggiare il piede al semaforo, dipende da un mix di tre fattori principali. Il primo è ovviamente l’altezza della sella in millimetri, ma il secondo, forse più importante, è l’arco del cavallo.

Quest’ultimo è influenzato dalla larghezza effettiva della moto, che comprende non solo la forma della sella ma anche l’ingombro del motore e del serbatoio. Infine, c’è il baricentro, ovvero il punto di equilibrio della moto.

Un esempio pratico

Facciamo un esempio pratico per capirci meglio. Immaginate una moto che sulla carta dichiara una sella a 790 mm: sembrerebbe una misura facile, quasi per tutti. Eppure, ci salite sopra e i piedi non toccano terra perfettamente. Com’è possibile? Molto probabilmente quella moto ha un motore largo o una sella molto ampia che vi costringe ad allargare le gambe.

Quell’apertura forzata “ruba” centimetri preziosi alle vostre gambe, impedendovi di arrivare a terra in modo solido.

Al contrario, potreste trovare una moto con la sella a 820 mm che vi permette di toccare con estrema facilità solo perché è molto affilata, ha un motore compatto e una sella stretta che lascia scendere le gambe dritte verso il suolo.

Io stesso l’ho vissuto sulla mia pelle. Sono alto 1,80 m con un cavallo di circa 85 mm. Prima guidavo una Yamaha Tracer 9 del 2022 con sella a 810 mm e toccavo perfettamente. Oggi possiedo il modello 2025 della stessa moto, che ha un’altezza sella minima di ben 845 mm.

Sulla carta è molto più alta, eppure tocco terra con la stessa identica facilità di prima. Il segreto? Gli ingegneri Yamaha hanno assottigliato il punto di incontro tra sella e serbatoio, rendendo la moto più stretta proprio dove serve. Questo dimostra che non bisogna mai farsi spaventare dai numeri, ma bisogna sempre salirci sopra e “sentire” la moto.

La fisica della sosta: peso, baricentro ed effetto leva

Un altro aspetto fondamentale che spesso si sottovaluta è il peso, o meglio, come questo peso è distribuito. Una moto da 190 kg in ordine di marcia può sembrare leggera mentre corri, ma da fermo la musica cambia. Quando la moto si inclina leggermente, si crea quello che chiamiamo momento torcente laterale, o più semplicemente “effetto leva”.

Se il baricentro della moto è molto alto, basta un’inclinazione di pochissimi gradi per rendere il peso impossibile da sostenere per chi non ha le gambe lunghe o una stabilità perfetta. Se non riesci a mettere bene il piede a terra e la moto inizia a inclinarsi, la leva diventa così forte che finirai inevitabilmente per trovartela distesa sull’asfalto.

Discorso completamente diverso se parliamo di moto con un baricentro molto basso. Esistono modelli che pesano anche 250 kg ma che, grazie alla massa posizionata vicino al suolo, permettono anche a chi è più basso di gestire le manovre da fermo senza ansia. Anche se la moto si inclina un po’, il peso non “scappa” via e riesci a sostenerlo con le gambe senza sforzi sovrumani.

Le Cruiser: le regine dell’accessibilità

Se cerchiamo la massima confidenza, la categoria Cruiser è imbattibile. Una moto che consiglio a occhi chiusi a chi è “diversamente alto” è la Honda CMX 500 Rebel.

Qui parliamo di una sella a circa 690 mm da terra, che è pochissimo, ma il vero punto di forza è la sua snellezza. Il serbatoio è strettissimo, il motore è compatto e il baricentro è rasoterra. Anche se pesa 190 kg, vi assicuro che trasmette una sensazione di leggerezza incredibile, come se ne pesasse 150.

È perfetta per i neofiti perché perdona anche gli errori di inclinazione: chi è alto 1,55 o 1,60 m può poggiarci entrambi i piedi con una sicurezza totale.

Se invece volete qualcosa di più muscoloso e non vi spaventa il peso, c’è la Indian Scout Bobber. Sulla carta i suoi 252 kg potrebbero spaventare, ma la sella è a soli 649 mm. Il baricentro è talmente basso e l’interasse così lungo che vi sentirete letteralmente incastonati nella moto.

È la prova vivente che non è la leggerezza a salvare chi è basso, ma la stabilità e la distribuzione dei pesi. Infine, non posso non citare la Kawasaki Vulcan S, un gioiello di ergonomia grazie al sistema Ergo-Fit che permette di regolare pedane e sella per cucirsi la moto addosso come un abito sartoriale.

Naked: agilità e feeling immediato

Se le cruiser non fanno per voi e preferite lo stile naked, ci sono opzioni eccellenti che non richiedono l’altezza di un giocatore di basket. Per chi inizia o vuole restare su cilindrate contenute, la Yamaha MT-03 è un’ottima compagna: sella a 780 mm, ma molto stretta e con un motore bicilindrico compatto che facilita l’appoggio. Sulla stessa scia troviamo la Kawasaki Z 500, con sella a 785 mm.

Anche in questo caso, la forma affilata del serbatoio e della sella permette di guadagnare centimetri vitali per le gambe, rendendola una moto facilissima da gestire per chiunque.

Salendo di cilindrata, la Yamaha MT-07 rimane un riferimento. È stata la mia prima moto e, nonostante non sia bassissima, la sua sella stretta e il peso contenuto (circa 180 kg) la rendono agilissima. Io toccavo con entrambi i piedi e avevo persino le gambe flesse.

Un’alternativa validissima è la Suzuki SV 650: il suo motore a V è per natura molto stretto, il che si traduce in un telaio compatto e una sella a 785 mm che aiuta tantissimo chi fatica a toccare terra su modelli più larghi. Se cercate qualcosa di leggermente più alto ma sempre accessibile, la Kawasaki Z 650 con i suoi 790 mm e una ciclistica molto compatta merita sicuramente una prova.

Crossover e Tourer: la tecnologia al servizio del comfort

Entriamo nel terreno difficile, quello delle moto “alte” per definizione. Eppure, anche qui ci sono soluzioni intelligenti. La Triumph Tiger 900 GT Low è una manna dal cielo: grazie all’assetto ribassato di serie, l’altezza sella è regolabile tra i 760 e i 780 mm.

È una tourer completa che vi permette di viaggiare ovunque senza l’ansia di cadere da fermi ogni volta che vi fermate a un casello. Anche BMW offre opzioni simili con la F 900 XR in configurazione assetto extra basso, che arriva a 775 mm garantendo un appoggio solido con entrambi i piedi.

Per chi ama lo stile più classico e “cool”, la Ducati Scrambler Icon è una garanzia. Di base la sella è a 795 mm, ma con l’assetto ribassato si scende a 775 mm. Con soli 170 kg a secco, è una piuma facile da manovrare, anche se la sella è un po’ più larga rispetto ad altre concorrenti.

E poi c’è il miracolo tecnologico: la BMW R 1300 GS. Questa moto utilizza un sistema elettronico che abbassa automaticamente l’altezza quando ci si ferma, rendendo un mostro sacro del turismo accessibile anche a chi non ha le gambe lunghe. Anche le Harley-Davidson giocano in questo campionato: pesanti, sì, ma con baricentri così bassi da risultare estremamente gestibili una volta presa la mano.

I trucchi per non “cappottarsi” e guidare quello che vuoi

Ma cosa succede se la moto dei vostri sogni è proprio quella alta, larga e pesante? O se ne avete già una con cui non vi sentite sicuri?. Esistono dei trucchi per gestire la situazione senza rischiare il “cappottone” alla prima sosta. L’ideale per la sicurezza sarebbe toccare con entrambe le piante dei piedi, o almeno con metà pianta.

Gli upbikers

Un accessorio fantastico che mi sento di consigliarvi sono gli UpBikers. Si tratta di particolari estensioni che si applicano sotto lo stivale e vi regalano istantaneamente circa 4 cm di altezza. Hanno dei contro (bisogna abituarsi un po’ nei movimenti di cambio e frenata), ma sono una soluzione immediata ed economica per arrivare dove prima non arrivavate.

Kit ribassamento moto

Un’altra strada è il kit di ribassamento meccanico, disponibile per molti modelli, che permette di recuperare dai 2 ai 4 cm.

Attenzione però: modificare l’assetto stock cambia la dinamica della moto. Se decidete di farlo, consultate sempre un concessionario esperto per ritarare le sospensioni e, soprattutto, non dimenticate il cavalletto!. Se abbassate la moto ma lasciate il cavalletto originale, la moto rimarrà troppo dritta e rischierà di cadere dal lato opposto al minimo dislivello; spesso esistono kit che includono anche il cavalletto accorciato in proporzione.

Infine, ricordate che con il tempo e l’esperienza la fiducia aumenta. Molti piloti esperti guidano moto altissime toccando terra con un solo piede, ma per iniziare vi consiglio caldamente di puntare su qualcosa che vi permetta di poggiare entrambi i piedi, che sia leggera e con un baricentro basso per eliminare quell’antipatico effetto leva.

Non fatevi fermare dai millimetri: la moto giusta per voi esiste, dovete solo salire in sella e provarla.

Voi cosa ne pensate? Avete già individuato il vostro prossimo acquisto tra questi modelli o avete altre moto “salva-altezza” da suggerire alla community? Fatemelo sapere nei commenti, sono curioso di leggere le vostre esperienze!

E mi raccomando: piedi ben piantati a terra (o quasi) e ci vediamo al prossimo video!

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Voonexio

Appassionato di moto, di viaggi e di video editing, ho deciso quindi di iniziare ad unire insieme queste miei passioni e registrare i miei giri in moto, iniziando a pubblicare su YouTube come motovlogger.

Ho conseguito la patente A3 in tarda età e prima della patente non avevo mai guidato neanche uno scooter, ma la passione è passione e quindi...

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