Molte sono le leggende che avvolgono la nascita del Saluto del motociclista, ma uno solo è il significato che gli è stato attribuito nel corso del tempo, ovvero quello di mostrare rispetto verso un compagno motociclista che condivide con noi una stessa passione, quella delle due ruote.

Dove e come nasce il saluto del motociclista

Le origini della nascita del saluto del motociclista sono perse nella storia e non si hanno fonti scritte e certe della sua origine.

Una delle origini più romantiche colloca la sua nascita addirittura nel medioevo, periodo in cui i cavalieri erravano per le terre in cerca di avventure. La leggenda vuole che un cavaliere fosse diretto verso una fortezza per salvare una principessa. Durante il tragitto si trovò al cospetto di un altro cavaliere che transitava nel verso opposto e che gli mostrò la mano con il simbolo a V in segno di vittoria o per indicargli che fosse arrivato secondo nel salvare la principessa.

Un’altra ipotesi della sua nascita è da attribuirsi agli anni ’50 negli Stati Uniti, quando le moto militari, ormai dismesse dal servizio, vennero cedute a poco prezzo ai veterani di guerra. Nacque quindi come saluto tra ex-commilitoni, che riconoscendo la moto, salutavano un ex militare.

L’ultima ipotesi, forse quella più conosciuta, è collocata negli anni ’70 ed attribuita a due amici, William Silvester Harley e Arthur Davidson, ovvero i fondatori di una delle case motociclistiche che hanno fatto la storia, ovvero Harley Davidson. Il saluto nacqui quindi come modo di salutarsi tra gli amanti del marchio.

Come fare il saluto?

Il saluto del motociclista viene eseguito, solitamente, con la mano sinistra (in tutti i paesi con la guida a destra) con pollice, anulare e mignolo chiusi, indice e medio distesi a formare una V. La mano viene rivolta verso l’esterno sinistro, più o meno all’altezza del manubrio o leggermente più in basso, a seconda della moto, della posizione o dell’inclinazione.

Esistono anche metodi alternativi al saluto classico, principalmente legati a questioni di sicurezza:

  • con la gamba destra in caso di sorpasso sulla sinistra di un compagno motociclista
  • con la gamba sinistra nel caso in cui si incroci un altro motociclista e non si vogliano staccare le mani dal manubrio
  • alzando le sole due dita, indice e medio, tenendo la mano fissa sul manubrio (solitamente le due dita che si usano per controllare la frizione
  • con un cenno del capo
  • con un colpetto di clacson
  • con i fari abbaglianti

insomma, abbiamo delle vere e proprie varianti al saluto classico

E nei paesi con guida a sinistra, come si salutano?

Nei paesi con guida a sinistra, in teoria si dovrebbe utilizzare la mano destra che però corrisponde a quella del gas, di conseguenza si aumenterebbe il rischio di togliere le mani dal manubrio. In questi paesi quindi ci si saluta principalmente con il movimento della testa che viene piegata leggermente verso destra.

E se un motociclista non risponde al saluto?

Le cause possono essere diverse e disparate e non bisogna di certo prendersela. Solitamente il saluto non viene fatto in città, poiché legato poeticamente al motociclista viaggiatore. Inoltre in città si rischierebbe di salutarsi ogni 10 metri,

Ci sono in giro anche diverse dicerie che vedono alcuni motociclisti guidare determinate categorie di moto (Harley Davidson e BMW) e salutare solo quelli che guidano gli stessi modelli. Possiamo smentire assolutamente questa cosa; una mancata risposta può avere diverse motivazioni ed è legata ai singoli motociclista.

Aldilà delle motivazioni della sua nascita o del modo di salutare, il saluto del motociclista è sempre emozionante e quando c’è una risposta dall’altro lato il nostro casco si riempie sempre con un sorriso.

Scopri all’interno dei vari motovlog e dei vari viaggi se il saluto è stato ricambiato, io direi di si 🙂

Voonexio

Appassionato di moto, di viaggi e di video editing, ho deciso quindi di iniziare ad unire insieme queste miei passioni e registrare i miei giri in moto, iniziando a pubblicare su YouTube come motovlogger.

Ho conseguito la patente A3 in tarda età e prima della patente non avevo mai guidato neanche uno scooter, ma la passione è passione e quindi...

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