Ci siamo passati tutti. Quell’euforia che ti esplode nel petto quando finalmente metti le mani sulla tua prima moto, o anche sulla seconda, non importa. È una specie di febbre che non ti dà tregua: vuoi che sia perfetta, vuoi essere pronto a ogni evenienza, sogni viaggi epici attraverso i passi alpini o weekend infiniti macinando chilometri e, inevitabilmente, finisci per convincerti che per essere un “vero motociclista” serva un equipaggiamento da spedizione lunare.

Il problema è che, in quella smania di perfezione, il portafoglio piange e il garage si riempie di oggetti che hanno un unico destino: accumulare polvere.

In questo articolo voglio parlarti a cuore aperto, da motociclista a motociclista, di come ho letteralmente lanciato dalla finestra circa 300 € in accessori che si sono rivelati più inutili di un ombrello durante un uragano, sperando che la mia esperienza ti eviti di fare le stesse cavolate che ho fatto io in passato.

Il manometro da professionista

Tutto è iniziato con la sacrosanta fissazione per la sicurezza. Sappiamo tutti che la pressione degli pneumatici è fondamentale quando sei su due ruote; è l’unica cosa che ti tiene incollato all’asfalto e trascurarla è da folli. Il mio errore, però, è stato peccare di superbia.

Invece di affidarmi a soluzioni pratiche, mi sono lasciato ammaliare da un manometro professionale per la regolazione della pressione, un oggettino che da solo mi è costato la bellezza di 90 €. Sulla carta era fantastico: precisione millimetrica, materiali nobili, roba da box della MotoGP. Ma la realtà mi ha colpito in faccia non appena ho provato a usarlo fuori dal mio garage.

Questo aggeggio, infatti, per funzionare ha bisogno di essere collegato a un compressore. Ora, dimmi tu: chi è che si porta dietro un compressore industriale mentre fa un giro fuori porta o durante un viaggio? Praticamente nessuno. L’avevo comprato perché i manometri dei benzinai sono spesso starati e volevo avere il controllo totale, ma alla fine quel “gioiellino” è rimasto sullo scaffale perché portarselo dietro è impossibile e inutile. Ho risolto il problema solo tempo dopo, acquistando un piccolo compressore portatile a batteria: è preciso, sta nel sottosella ed è stato testato da gommisti di fiducia.

Quei 90 € iniziali? Soldi buttati via senza averli mai usati seriamente, se non per fare una prova una volta tanto per convincermi di aver fatto un buon acquisto.

La borsa da sellino

Proseguendo nella mia “carriera” di acquirente compulsivo, quando avevo la mia fidata MT-07, mi sono convinto che mi servisse una borsa da sellino posteriore. Il concetto sembrava geniale: un piccolo vano da piazzare dietro per metterci le chiavi, il portafoglio o magari una maglietta di ricambio. Ma ragazzi, se vedeste quella borsa oggi, capireste subito il dramma: è così coperta di polvere che sembra un reperto archeologico perché non l’ho mai, e dico mai, utilizzata.

Il problema di questi accessori è che sono una via di mezzo che non serve a nulla. È troppo piccola per farci un viaggio vero — dove la capienza è tutto — e su una naked o una sportiva non offre abbastanza spazio per giustificare l’ingombro e il fastidio di montarla e smontarla ogni volta. Se hai bisogno di spazio per tratti brevi, la soluzione è molto più semplice e si chiama zaino da moto.

Uno zaino serio è impermeabile, può trasportare persino un casco quando scendi dalla moto e, soprattutto, una volta sganciato te lo metti in spalla e vai dove vuoi. E per i carichi extra? Un vecchio e caro “ragno” elastico da 10 € fa un lavoro dieci volte migliore di una borsa rigida minuscola. Altri 30 € che se ne sono andati nel dimenticatoio, portando il conto dello spreco a 120 €.

Borse paramotore non impermeabili

A un certo punto della mia evoluzione motociclistica, ho iniziato a guardare con ammirazione le moto da viaggio ultra-accessoriate. Volevo massimizzare ogni spazio e così ho comprato una coppia di borse paramotore. L’idea era di metterci dentro l’antipioggia per liberare spazio nelle valigie laterali durante i lunghi tour.

Sembrava una mossa da viaggiatore esperto, finché non è arrivata la pioggia vera. Quelle borse, purtroppo, non erano impermeabili. Risultato? Quando ho avuto bisogno di indossare la tuta antipioggia, l’ho trovata già completamente inzuppata d’acqua all’interno della borsa.

È stata un’esperienza frustrante e onestamente stupida. Se decidi di prendere delle borse paramotore, assicurati che siano totalmente stagne, a prescindere dalla marca. Devono proteggere il kit di riparazione gomme, le fascette o qualsiasi attrezzo tu decida di portarti dietro e che non usi spesso.

Altrimenti, come nel mio caso, aggiungi solo altri 30 € alla lista degli errori, arrivando a quota 150 €.

Tappo per lo scarico

Qui tocchiamo il fondo della mia ingenuità da forum su internet. Leggendo qua e là, mi ero convinto che lavare la moto fosse un’operazione pericolosissima per il motore se l’acqua fosse finita nello scarico. Così, spinto dal consiglio di qualche “esperto” online, ho comprato un tappo per lo scarico in plastica. L’idea era di infilarlo nel terminale ogni volta che prendevo il secchio e la spugna. Sapete quante volte l’ho usato? Zero.

Lavando la moto a mano, basta un minimo di attenzione per evitare di sparare acqua direttamente dentro lo scarico, o al massimo puoi coprirlo con uno straccio o un pezzo di plastica se proprio hai paura. Spendere 20 € per un tappo di plastica che oggi non riesco nemmeno più a trovare perché probabilmente l’ho buttato o perso è stata una delle cavolate più grandi della mia vita da motociclista. Il totale intanto continuava a salire, toccando i 170 € di pura distrazione.

Il booster “mattone”

L’ultimo acquisto, quello che ha dato il colpo di grazia al mio budget, è stato un booster per la batteria. Intendiamoci: il booster in sé è un aggeggio fantastico e funziona benissimo, ma non quello che ho preso io per la moto. Ho comprato un modello enorme, pesantissimo, che occupa un sacco di spazio prezioso nel bagaglio e che viene venduto con pinze giganti difficili da maneggiare in spazi ristretti.

Ho provato in tutti i modi a incastrarlo da qualche parte sulla moto, ma è semplicemente troppo ingombrante per le due ruote. Esistono modelli al litio moderni, leggeri come uno smartphone, che sono perfetti per noi motociclisti.

Questo “mattone” da 110 € oggi vive stabilmente nel bagagliaio della mia macchina e, a onor del vero, ha salvato la giornata a qualche amico rimasto a piedi, ma per la moto è un acquisto totalmente inutile.

Consigli sugli accessori moto inutili

A conti fatti, sommando tutte queste “brillanti” intuizioni, siamo arrivati quasi a 300 € di spese folli e prive di senso. Sapete cosa avrei potuto fare con 300 €? Avrei potuto comprare un treno di gomme ultra-performanti, di quelle che ti cambiano davvero il feeling di guida e ti fanno sentire su un binario. Invece, quei soldi sono evaporati in accessori che non hanno mai visto la strada o che mi hanno solo creato problemi.

Il consiglio più grande che posso darti è di non farti prendere dalla smania dell’acquisto compulsivo appena prendi la moto. Inizia a guidare, macina chilometri, capisci di cosa hai veramente bisogno sulla tua pelle e non su quella degli altri o seguendo le mode del momento. Investi i tuoi primi soldi nell’abbigliamento tecnico di qualità — casco, guanti, giacca con protezioni — perché quella è l’unica cosa che conta davvero all’inizio. Non aver fretta di accessoriare la moto come se dovessi fare il giro del mondo domani mattina.

La consapevolezza arriva con l’esperienza, e ogni euro risparmiato in gadget inutili è un euro guadagnato in benzina e curve.

Spero davvero che questo mio sfogo ti sia stato utile e che ti aiuti a riflettere prima di cliccare su “acquista” per quel gadget che sembra rivoluzionario ma che probabilmente finirà a fare compagnia ai miei reperti nel fondo del garage. E tu? Quali sono stati i tuoi acquisti più folli e inutili? Fammi sapere se anche tu hai lanciato dei soldi dalla finestra rincorrendo l’accessorio perfetto che poi si è rivelato un disastro. Ci vediamo al prossimo giro, e mi raccomando: meno accessori, più chilometri!

Vorresti che approfondissi meglio le caratteristiche tecniche di quello zaino da moto impermeabile che ho citato come alternativa alle borse da sellino?

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Voonexio

Appassionato di moto, di viaggi e di video editing, ho deciso quindi di iniziare ad unire insieme queste miei passioni e registrare i miei giri in moto, iniziando a pubblicare su YouTube come motovlogger.

Ho conseguito la patente A3 in tarda età e prima della patente non avevo mai guidato neanche uno scooter, ma la passione è passione e quindi...

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